“Non finisce qui” – Diario di bordo, 22.07.2014

sestoMio padre, fin da bambino, mi ha sempre ricordato che essere un buon comunista significa innanzitutto “non lasciare mai da solo nessuno”. Capisco benissimo che per mio padre allora questa regola permetteva l’esistenza di una sua comunità di appartenenza. Essere lasciati da soli significava non farcela, significava non riuscire ad affrontare le difficoltà e le circostanze economiche e sociali per quelli come lui. Braccianti, disoccupati, operai..gli ultimi.
L’ideologia diventava qualcosa che dava potenza e prospettiva, bisognava diventar Partito e Stato per poi fronteggiare i potenti di tutta la Terra.
Io sono cresciuto con questo tipo di “educazione sentimentale” e canzoni come “NON FINISCE QUI” hanno ancora oggi questa radice.
Una canzone come “Sesto San Giovanni” incisa nel 1993 nell’album Storie d’Italia ci permise una serie “infinita” di incontri, di relazioni e rapporti…in primo luogo con quella città operaia, e con i suoi abitanti. Fra questi ci fu un incontro con alcuni ex operai della Breda di Sesto.
Premier Exif JPEGA dir la verità vennero a Grottaminarda in prov di Avellino, in occasione di un nostro concerto. Se non sbaglio credo sia stato nel 2003. Ebbene, in tutti questi anni da quell’incontro il COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO (SESTO SAN GIOVANNI) mi ha  sempre tenuto informato attraverso delle lettere postali circa la sua attività, i processi, le lotte le vittorie e le sconfitte.
Questo fatto nel corso del tempo mi ha fatto sentire come uno di loro, uno del Comitato. In questo modo ho potuto conoscere le tante storie di coloro che sono stato uccisi dal lavoro alla Breda fucine, i molti morti di cancro per esposizione all’amianto. Le storie di coloro che “Morivano e nessuno diceva nulla”, le storie di una strage coperta dal silenzio. Silvestro Capelli operaio alla Breda fucine, malato di cancro per esposizione all’amianto di fronte al giudice che gli chiede “Secondo lei di chi è la responsabilità di tante morti?” risponde così: “E’ collettiva. I tre sindacati, l’azienda e l’amministrazione comunale. Loro erano a conoscenza della situazione e dei rischi, ma non sono intervenuti.”
Una storia comune quella degli operai della Breda, la stessa di Bagnoli, di Marghera, di Taranto e di tanti e tanti altri luoghi di “lavoro” in questo Paese.
Ho scritto questa canzone soprattutto per stare dalla parte di coloro che oggi chiedono giustizia per le morti di tanti lavoratori come quelli  della ex Breda e per far conoscere l’esistenza e la storia del Comitato per la difesa della salute di Sesto. Perché non restino da soli, perché non sia mai abbandonata la lotta per la verità e la giustizia.
Andateli a trovare anche voi per unirvi alle loro lotte, le Nostre lotte.

www.comitatodifesasalutessg.com
www.pane-rose.it

Intanto vi lascio con queste notizie se volete conoscere più da vicino questa realtà e con essa le storie di molti che morirono e muoiono ancora oggi di lavoro e di “progresso”.

NON FINISCE QUI
(è il figlio di un operaio che racconta la vita di suo padre davanti al giudice)

“[...] Ma un giorno vostro Onore
venne  a prenderlo la Vita
Mio padre era un ragazzo
e l’Italia era tutta in salita
A Nord c’era una paga
un lavoro, il meno peggio
Se ti prendono per fame
prima o poi ti fanno ostaggio
così quando non hai scelta
non ti resta
che il Coraggio
Non finisce qui, Non finisce qui…”

round-mountainInvece per la parte riguardante i musicisti presenti nel disco oggi vi presento brevemente questi due fratelli di Santa Fe.
Char and Robby Rothschild ossia i ROUND MOUNTAIN, un’orchestra folk composta da due musicisti. Vi lascio all’ascolto di una loro canzone. In seguito ve li presenterò con più calma ma intanto eccoli qua.

www.roundmountainmusic.com

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