gang-olimpicoLuca Cappellaro, ex fotografo professionista ora artista, ci regala questa bellissima foto scattata allo Stadio Olimpico di Roma.
Mentre ne aspettiamo altre  vi consiglio un giro sul suo sito personale: www.lucacappellaro.com

 

(Clicca sulla foto per ingrandirla)

Inserito da bandito.trovarelli il 28 febbraio 2007 NEWS

APPELLO DI SOLIDARIETA’ (adesioni: con-turigliatto@libero.it)

La segreteria del Prc ha dichiarato incompatibile con il partito il senatore Franco Turigliatto, a seguito della sua non partecipazione al voto sulla politica estera del governo. Ci sembra una scelta sbagliata e grave.
Innanzitutto perché l’atto parlamentare non solo è in piena coerenza con il programma storico di Rifondazione comunista ma anche perché in sintonia con le istanze di pace dei movimenti degli ultimi anni…
Pensare che un governo di centrosinistra possa imporre ai suoi sostenitori missioni di guerra come l’Afghanistan o il raddoppio di una base come quella di Vicenza ci sembra una miopia e la causa prima della crisi attuale.

Ma il comportamento di Turigliatto è stato anche accompagnato da un gesto di serietà e correttezza che non può essere sottovalutato: in una politica in cui il seggio o la “poltrona” rappresentano un valore a prescindere, aver presentato le dimissioni al Senato, dopo quarant’anni di militanza politica passata a fianco degli operai e dopo aver costruito dalle fondamenta il Prc, in particolare a Torino, ci sembra un fatto di grande novità e di grande moralità per quanto noi pensiamo che queste dimissioni siano da ritirare.

Nel nostro Parlamento c’è bisogno di rappresentanza delle ragioni della pace, del pacifismo “senza se e senza ma”: ce n’è bisogno alla vigilia della campagna di primavera in Afghanistan e ce n’è bisogno rispetto alle sudditanze che si profilano rispetto agli Usa.

C’è bisogno di atti come questo per quanto difficili e delicati ma che servono anche per colmare la distanza tra politica e società.
Tutta la nostra solidarietà a Franco Turigliatto e tutta la nostra disponibilità a costruire con convinzione un movimento per la pace “senza se e senza ma”.

Tra le firme raccolte:
Riccardo Bellofiore (economista), Salvatore Cannavò (Direzione Nazionale Prc), Cristina Corradi (autrice di Storia dei marxismi in Italia), Daniele D’Ambra (Coord. Naz. Giovani Comunisti), Flavia D’Angeli (Esecutivo Nazionale Prc), Gianni de Giglio (Coord. Naz. Giovani Comunisti), Nicoletta Dosio (Segretaria Prc Bussoleno-Mov. no Tav), Barbara Ferusso
(Centro Sociale Gabrio Torino), Cristina Gramolini (ArciLesbica), Umberto Gobbi (presidente Radio Onda D’urto), Joseph Halevi (economista), Luigi Malabarba (Esecutivo Nazionale Prc), Tatiana Montella (Coord. Naz. Giovani Comunisti), Luigia Pasi (Segreteria nazionale SDL), Corrado Patuzzi (Coord. Naz. Giovani Comunisti), Fabio Raimondi (Tavolo migranti), Maurizio Ricciardi (Tavolo migranti), Chiara Siani (Coord. Naz. Giovani Comunisti), Stefano Tassinari (scrittore), Gianni Vattimo (filosofo, Giovanna Vertova (Univ. di Bergamo).
Gilbert Achcar (università SOAS Londra), Christophe Aguiton (sindacalista e militante altermondialista), Tariq Alì (scrittore), Daniel Bensaïd (filosofo), Olivier Besancenot (candidato alle presidenziali francesi), Alex Callinicos (Kings College London), Noam Chomsky (linguista), George Galloway (Deputato Respect), Lindsey German (Coordinatrice di Stop the War Coalition), Kiama Kaara (Nairobi, Kenya), Fredric Jameson (Duke University), Ken Loach (regista), Michael Löwy (sociologo), John Rees (National Secretary Respect), Fernando Rosas (Deputato Bloquo de Esquerda), Catherine Samary (Univ. Paris Dauphine), Michel Warschawski (scrittore), Howard Zinn (scrittore), Josef Zisyadis (Esecutivo della Sinistra Europea), Slavoj Zizek (filosofo).

Messaggi specifici di solidarietà sono arrivati da:
Associazione Dhuumcatu (Roma), Piero Bernocchi (Cobas Scuola), Luca Casarini (Global Project), Collettivi studenteschi di Sc. della Formazione e Sc. MM.FF.NN. Univ. di Bari, Collettivo Angelo Mai (Roma), Collettivo Precari Atesia, Comitato Immigrati in Italia (CII), Comitato di lotta per la casa (Roma), Coordinamento dei collettivi universitari della Sapienza Di Roma, Giorgio Cremaschi (Segreteria Nazionale Fiom), Emanuele de Nicola (Fiat Melfi), Fabio Frosini (Univ. di Urbino), Olol Jackson (Ass. No dal Molin), Alberto Perino (Comitati no-Tav), Daniele Sepe (musicista), Alex Zanotelli.

Tutte le firme pervenute sono consultabili sul sito:
www.sinistracritica.org. Per adesioni con-turigliatto@libero.it.
Sono in preparazione iniziative in ogni città. Per informazioni 3496729899.

Inserito da bandito.trovarelli il 27 febbraio 2007 TUTTO IL RESTO E' QUI (gli Off Topic)

semeMarino Severini risponde alla lettera, scritta da Alberto Cottica (fisarmonicista, ex Modena City Ramblers e Fiamma Fumana, economista specializzato nello sviluppo delle politiche culturali) sulla Mailing List Combat Folk dove è proseguita la discussione “Gang-Rumore”. La Lettera di Alberto Cottica è reperibile sul sito www.bielle.org.

Carissimo Alberto Cottica,
innanzi tutto ti ringrazio per l’opportunità che mi dai di intervenire nuovamente sul caso “sig.na Santi-Rumore” (chiamalo come ti pare).
Lo faccio rispondendo doverosamente al tuo intervento. Tu fissi innanzi tutto dei punti: n.1, n.2, n.3….come fossero dei numeri civici, quelli che danno una residenza, una cittadinanza.
E’ cittadino soltanto chi rispetta queste regole, e le elenchi pure queste regole…
Ma io non sono affatto daccordo circa queste regole né approvo la semplificazione con la quale le riporti.
Chi lo dice che la libertà di espressione consiste nel “faccio e dico quello che mi pare”? Dove sta scritta una cosa del genere? Che siamo all’asilo nido? La libertà è un’altra cosa lasciatemelo dire, non si può mica semplificare così. La libertà è un diritto inviolabile; almeno così è scritto, ed in quanto diritto presuppone un dovere, o no?
Alberto, tu sarai pure Dottore in cchenneso ma io lo sono in Giurisprudenza quindi parlare di diritti e doveri per me è come tornare a casa. Ma per farla breve ti posso dire che sia nella Costituzione che nel codice civile il principio è lo stesso che c’è nelle sacre scritture: “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” .
Ecco in che consiste la libertà. Questo per quanto riguarda il principio, la teoria; poi nella pratica tu sai bene che occorrono delle circostanze che possono permettere la libertà ad un individuo, prima fra tutte quella di non essere su nessuna “lista paga”, affinché ogni individuo possa scegliere e trovare nel proprio Lavoro lo strumento di emancipazione, di crescita, di miglioramento delle proprie condizioni e delle proprie relazioni dalle quali nasce e si sviluppa una cultura che gli permette Appartenenza, prima e indispensabile condizione della LIBERTA’.
Penso di essere stato abbastanza chiaro. O no? Avere dei Padroni o degli sponsor non è garanzia di libertà. Nella “recensione ” della Santi che tu difendi in nome della libertà (?) non c’è barlume di quanto io consideri libertà, casomai c’è l’esatto opposto cioè “io faccio quello che mi pare con un lavoro altri, con un prodotto altrui” e quello che è peggio è che lei, come te, come altri, lo rivendichiate come un diritto. Da questa posizione inizia ogni forma di despotismo. Ora io faccio come mi pare con le “merci” altrui e il giorno dopo se questo passa faccio come mi pare con le persone che producono quelle “merci”. Io capisco che è così che gira il mondo oggi, e se qualcuno si oppone a tutto ciò, cioè al controllo delle merci che produce o delle materie prime allora “giù cannonate”. Questa caro Alberto non è libertà di espressione ma l’esatto opposto. Tu citi addirittura Voltaire… ma io ti rispondo con Balzac: “c’è chi pagherebbe per vendersi”. Ed è così Alberto e tu lo sai bene, non c’è migliore sintesi circa l’atteggiamento intollerante e provocatorio della Santi. Lei si presta al gioco del “servo contento”, lo fa se ne vanta come in una puntata dell’isola dei famosi. La sua ignoranza (dimostrata da ciò che lei afferma non in relazione ad un disco in particolare, ma rispetto alla cultura alla quale esso appartiene) legittima per lei e per quelli come lei il diritto all’intolleranza, all’esclusione, allo sbeffeggiamento e all’ingiuria. Lei stessa afferma, e ciò è gravissimo, ” qua non siete accetti con queste merci, tenetevele per voi e per quelli come voi”.
Tu chiami libertà tutto ciò?
E intervieni di corsa e per primo a difendere questa libertà. Roba da matti.
Ma allora mi chiedo perchè ora questa corsa a difendere la “libertà di espressione” della sig.na Santi o di Rumore e ieri (quando noi abbiamo chiamato a raccolta il giornalismo tutto, non solo quello musicale, e i gruppi e artisti vari, per non lasciarci da soli ad affrontare un processo durato 10 anni, denunciati da un senatore dei DS) perchè non si è visto nessuno tranne il Mucchio e Pirito? Perchè non è corso nessuno a rivendicare per noi e con noi la LIBERTA’ di espressione? Perchè? Non lo so, me lo dovresti dire te Alberto che ora corri e detti pure le regole circa la libertà….. Forse nel tuo intervento c’è già la risposta. A forza di essere concentrati sul cambiamento del paese sulla “rivoluzione” di Mani Pulite ecco che nel nostro caso le Mani se le sono lavate.. in tanti. E per 10 anni, ripeto !0 anni.
Ecco da dove viene la credibilità di quanto oggi io sostengo nei confronti della Santi e di quelli come lei. Ha radici profonde e una storia che ne racconta tante tante altre. Lo so a te interessa IL PAESE, MANI PULITE, I GIOVANI (?)..categorie vuote come “BEGONZI” che niente hanno a che fare con la Vita vera, con il Movimento delle cose. Categorie come “il combat folk” o le “indies”o cazzate del genere che sono utili solo a qualche commesso di un negozio di dischi perchè così fa prima a trovare quello che il “cliente” gli chiede. Ma qui se qualcuno ancora non l’ha capito non si vende e non si compra niente, qui si fa Cultura, si Lavora. O no?
Caro Alberto come vedi tutte le guerre sono sempre la stessa guerra, quella del denaro contro l’eternità. E ciò che storicamente viene chiamata cultura popolare è stata, sta e starà sempre da una parte, quella dell’Eternità. E il denaro è qui fra noi come la peste e cerca di distruggere la nostra ricchezza il nostro raccolto. Ma io ti chiedo “chi ha fatto entrare i topi? chi ha lasciato incustodito il granaio?” .Tu Alberto fai tante domande ma almeno una risposta potresti o sapresti darmela, o no? Addirittura in un altro tuo intervento dici che siamo vecchi, tutti sopra i 35 anni, chi con casa chi con i figli.. non siamo più quelli di una volta…Un vero e proprio delirio il tuo. Quando ho fatto ” le radici e le ali “, che anche tu dici essere un disco che ti ha cambiato la vita, ebbene io avevo 35 anni, e allora? E tu quando hai fatto “riportando tutto a casa” non mi risulta che abitavi in qualche baraccopoli o in un campo nomadi o stavi a Rebibbia o cose del genere. E allora? Cos’è questa crisi di cui tu vaneggi? Io ti posso rispondere con cognizione di causa poiché ho collaborato a più di 40 produzioni indipendenti e non negli ultimi tempi che qua si fanno delle gran belle cose, più che in passato. Se non piacciono alla sig.na Santi, ai suoi padrini o ai suoi spasimanti a me che me ne frega? Pensa che quando in Italia scoppiava la scena hip hop noi facemmo “una volta per sempre”. E allora? Magari dalla cosiddetta nuova scena indie uscissero fuori dei gruppi della portata degli Assalti Frontali…..EMBE’. La crisi c’è caro Alberto e come no, ma riguarda il denaro. Oggi non c’è più un Valerio Soave che viene qui a sputtanarsi un po’ dei suoi soldi con il rock italiano, come fece in passato decidendo lui, non io ne te, su chi e su quali merci investire. Certo lo fece su quelle che a lui come abile imprenditore e nulla più gli davano garanzie di guadagno. Andiamo Alberto che lo sappiamo tutti qual è stato il monito imperante per anni in un certo ambiente: “guardate i Gang che fine hanno fatto, se mischiate troppa politica con la musica farete la stessa fine”. Il bello è che quella “fine” (?) anche senza aver mischiato troppa politica con la musica adesso la faranno in tanti. A me sinceramente non me ne frega un cazzo. E’ vero Alberto sono in tanti ormai a dirmi che sto esagerando non per quello che dico, ma per QUANTO dico, mi consigliano un semplice VAFFANCULO, ma non è così, non è il mio stile. Io non sono un coatto e ci tengo a ciò che faccio a come e con chi lo faccio perchè è il mio LAVORO. L’unico e il solo strumento che ho a disposizione per crescere, migliorare, non solo io ma con me la mia cultura che mi restituisce in cambio non il denaro ma l’Appartenenza che, come ci siamo già detti è la prima condizione perchè un individuo possa dirsi ed essere Libero. E allora vale la pena prendersi degli insulti, vale la pena riempire fogli e fogli di parole in cerca di confronto, di relazione….Vale la pena indignarsi e agire se occorre, e mobilitarsi quando ripeto, i topi invadono il granaio, perchè è in questo granaio che noi custodiamo ciò che abbiamo raccolto, che è nostro solo in quanto lo sapremo condividere.
E’ già successo con il calcio, aver trascurato e abbandonato quei territori oggi ce li ha resi ostili, qui nelle terre del ROCK’N’ ROLL questo non accadrà almeno fino a quando i Gang saranno in giro. E’ giusto ed è per me un dovere rispondere alla procazione della Santi e di Rumore, (anche se dal direttore di quella rivista ancora non ho sentito una parola su quanto è accaduto e quindi aspetto prima di generalizzare anche se, come si dice “chi tace acconsente”), dicevo è giusto perchè tale atteggiamento rivela principi e strategia del tutto contrari ai miei e alla mia cultura. Se non lo fa nessun altro a me non me ne frega un cazzo, ognuno faccia quello che deve e non quello che gli pare, quello lo facesse a casa sua, qui siamo in tanti ad ABITARE..
Vedi caro Alberto qui a forza di “pagare per vendersi” si finisce per volerla far pagare a chi non si vende, che non si vende alla logica del mercato e dei mercanti piccoli o grandi che siano, che non si vende all’intrallazzo con la “politica”, che reagisce al “caporalato” delle cosiddette etichette indipendenti ma che va con ostinazione verso la soluzione finale, quella della legge sulla musica; una legge che per la prima volta in questo paese potrebbe e dovrebbe restituire a questo ambiente la dignità e la libertà che ne consegue, perchè ci possano essere dei diritti (e non liste paga) e dei doveri, primo fra tutti quello di fare cultura e non merce.
Chiudo rispondendo alla tua patetica difesa nei confronti di Campo.
Quello che ha scritto la sign.na Santi è stato pubblicato in una rivista dove, lo dice la parola stessa è RESPONSABILE Alberto Campo. Un conto è che la Santi lo abbia fatto di testa sua e nessuno se ne è accorto (male dico io, poichè chi si scrive responsabile dovrebbe farlo sempre) un conto è che chi dirige quella rivista, dove scrivono critici che io stesso stimo e ammiro, si dica d’accordo su quanto e su come è stato scritto nei nostri confronti. Questo cambierebbe e di molto il nostro atteggiamento e gli intenti rispetto a come andare avanti su tutta questa storia che non finisce di certo qui. In parte una risposta la da Oscar degli Statuto (vedi suo intervento sul sito degli
Statuto e riportato al fondo di questa pagina) in parte me la da quella recensione tutta politica e fatta solo ora dopo sei mesi dall’uscita del disco, a firma di Villa su Rock.it. E guarda caso proprio su Rock.it, altro feudo di Campo. Sarà un caso ma non ci credo. Diciamo che dopo averci preso per il culo su Rumore attraverso la Santi e avendo capito che l’avevano fatta grossa hanno cercato di rimediare con un intervento di stile e politico peggiorando però la situazione perchè se uno mi prende per il culo io faccio altrettanto come ho fatto con la Santi ma se cerca di buttarla in politica usando parole come “inattuale, non idoneo e poco forte” rispetto al nostro disco allora si frega da solo perchè espone a sostegno della sua tesi tutti i principi del LIBERISMO classico….. Però se loro si divertono così… io sto qua. Il problema è che così ci annoiamo tutti, Quand’è che mi mandano GOLIA????? Tu Alberto caro dici che ho fatto un Autogoal rispondendo in quel modo alla Santi, non solo l’ho fatto a me ma a tutti noi. NOI chi? Non puoi mica parlare per me, eh no questo no , non è il rispetto per me che dici di avere.
Come pure dici che abbiamo decollato insieme in altri anni…….. Alberto tutti sanno, ma proprio tutti, che io non ho mai preso un aereo in vita mia…… Quindi.. Non mi meraviglia più di tanto questa specie di condanna circa i miei modi, perchè so benissimo che nell’ambiente del rock italiano dimorano diversi “Massoni”… No, no, no, non è che abbiano una tessera della P2 o cose del genere ma è pur vero che hanno ricevuto un’educazione Massonica quella dei “gattopardi” tanto per intenderci…. Non ci credete? E allora andate a leggere uno dei testi sacri della Massoneria, un testo fondamentale dal quale derivano poi tanti altri. Si chiama “Il vero signore” di Willy Farnese sottotitolo “guida pratica di belle maniere”. Andate a rileggere “Vero è che il regime di licenza di stampa ha il suo correttivo tutto italiano nella indifferenza generale per tutto ciò che portano i giornali e quindi anche per le ingiurie più violente e per le diffamazioni più sottili”…la signorilità di un uomo è in ragione diretta della sua tolleranza in fatto di “errori” di stampa che lo riguardano direttamente. L’uomo volgare di fronte a ciò inorridisce sospetta ‘che l’abbiano fatto apposta’ e manda subito una lettera di rettifica con successivi rancori…. Il vero signore sa che i giornali sono condannati all’approssimativo, e se ne dimentica….” Ecco io sarò pure un uomo volgare ma di sicuro non ho ricevuto un’educazione da massone come tanti qui hanno ricevuto….Alla faccia delle buone maniere e di tutti i massoni che si spacciano per rockers e per compagni
Alla prossima, a chi tocca tocca…
Vi voglio bene Bastardi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Marino Severini

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Tratto dal sito degli Statuto (www.statuto.net)

“Rumore è una rivista a carattere musicale che ha come caporedattore Alberto Campo, giornalista storico e preparato. Non si è mai capito perché fin dai nostri inizi, Campo ci abbia sempre dato contro. Un conto è “non piacere” un conto è “dare contro”. Dopo decenni, il suo astio non è diminuito, anzi.. forse in gioventù gli avrò/avremo fatto qualcosa di particolarmente grave e, soprattutto di personale? (nel caso non ce ne siamo accorti però..), solo così sarebbe giustificata tutta la sua avversità. Intorno al 1990 sembrava che un minimo di dialogo ci potesse essere, invece poi tutto tornò ostile come prima. Ovviamente quando una avversità si trascina, gli episodi aumentano e i torti crescono. Inutile raccontarli e raccontare tutto. Raccontiamo solo qualcosa.
Questo per dirti, caro amico Marino, che non puoi stupirti di cosa abbia scritto Rumore del vostro disco.Come dire: -Se “non piaci” a Campo non hai “scampo”.. nel 1997 ci capitò la stessa cosa. Rossano Lomele, giornalista di Rumore, chiese il nostro album “Tempi Moderni” perché Campo gli aveva chiesto di recensirlo. Detto e dato.. uscì una recensione che poco aveva di musicale e tanto aveva di offensivo e personale. Telefonai subito a Campo per lamentarmi e andai a trovare Lomele a radio Flash dove allora faceva il conduttore per esporgli le nostre ragioni. Da allora chiesi a Campo di non scrivere MAI più di noi, se non per pura cronaca. Non so se lui interpretò la cosa riferita solo a sé stesso o alla testata giornalistica. In ogni caso, per non sapere “né leggere né scrivere”, né lui né Rumore fecero più recensioni degli Statuto. In compenso leggemmo, a firma di Campo, su Rockstar che i Mods sono “buffi” e sull’edizione torinese di Repubblicache Gigi Restagno era “un eterno perdente”. Nel 2003, quando giravano le lettere false (che ci nominavano ma anonime ), mi premurai educatamente e correttamente di telefonargli per avvisarlo che qualsiasi cosa avesse ricevuto non era riconducibile a noi e che tutta la storia e relativo materiale era stato già segnalato a chi di dovere e, in ogni caso, di avvisarci subito. Lui non aveva ricevuto niente, io colsi l’occasione per consegnarli il libro “Il migliore dei Mondi Possibili” e la nostra antologia “I campioni siamo noi”, per dimostrare disponibilità al dialogo. Lui ribadì che non considerava ciò che facevamo “importante” e si lamentò di alcune scritte murali. Il confronto, via e-mail, stava diventando un po’ troppo acceso per essere sviluppato in modo solo telematico e gli dissi di non sentirci più virtualmente ma solo telefonicamente o di persona, dando la mia totale disponibilità per eventuali chiarimenti. Non lo sentii più. L’ho incrociai quasi un anno fa nel pianerottolo di metropolis e, in quella sede, non potei ovviamente esprimermi come avrei voluto.
Caro Marino, voi avete fatto la cazzata di regalarci IN FABBRICA per il nostro album “”Sempre”". Se già prima non vi amava, figuriamoci adesso. Avete sbagliato a mandare il vostro cd per farvelo recensire. Ovviamente ne ha scritto una sua collaboratrice. Barbara Santi. Colei che si permette di dire in giro che “io avrei mandato questo a quello etc”. ( se mai sbagliasse modi e luoghi di queste sue diffamazioni riceverebbe subito una mia querela immediata). Colei che ci consigliava di non vestirci più Mod..(grazie). E’ successa la stessa cosa di Lomele con noi dieci anni fa’. Una recensione con puri attacchi personali, ingiustificati sia nel nostro che nel vostro caso, visto che entrambi non ci conoscevamo direttamente. Negli anni, Lomele, batterista dei Perturbazione, con il suo gruppo venne eletto “disco dell’anno” proprio dalla rivista su cui scrive e che ha come caporedattore il buon Campo e ha suonato a festival musicali finanziati con soldi pubblici dei quali Campo è co-direttore artistico. Questo cosa vuol dire? Niente, quantomeno niente di illegale, ci mancherebbe.
Cari Gang, non so se mai verrete ancora intervistati da Rumore, ma mai dire mai. Nell’articolo di presentazione del Memorial Restagno su Repubblica di Torino, Alberto Campo non ha più definito Gigi “eterno perdente”, forse l’intervento di Max e Samuel gli ha fatto cambiare idea, finalmente. Ha scritto ERRONEAMENTE (un supertop giornalista come lui che si confonde?) che l’evento era una co-produzione tra Spazio 211 e Suoneria, non si sa bene in base a che cosa, visto che lo Spazio ci ha gentilmente e professionalmente fornito struttura, impianto e tecnici ( e va bene) Ma la Suoneria? Forse perché c’era Cosimo che ha ideato il sito di Gigi e ci ha più volte aiutati in questo evento? in ogni caso, la sua preziosa partecipazione era totalmente a titolo personale. Il concerto per Gigi non è una “produzione” ma un tributo/ricordo di un grande musicista e grande amico, fin dalla prima edizione del 1998 al Metrò voluto fortemente da noi Mods di Piazza Statuto, buffi quanto vuoi, ma questa è storia. Ovviamente la collaborazione di Ciari, Casacci e Cosimo è diventata fondamentale negli anni ma non ci sono né “ditte” né “cappelli” per iniziative di questo tipo.Però è stato davvero meschino evitare di scrivere nell’articolo di presentazione chi ha pensato e realizzato l’evento, cioè i Mods della Piazza, inventando “co-produzioni” e amenità varie. Combinazione La Stampa e Torino 7 hanno scritto tutto giusto, sarà perché Paolone è un amico? O forse perché Paolone è del Toro e Campo è gobbo?
Ecco Marino, da episodi come quest’ultimo puoi comprendere con chi ti stai rapportando e che forse sei stato tu a sbagliare: non dovevi mandare il cd da far recensire da quella testata. Chiedendo tu, hai dato loro di poterti attaccare, facendo la figuraccia che hanno fatto (e che figuraccia), ma legittimamente. Con certa gente non serve più parlare.
La differenza tra noi e altri è che noi ci prendiamo sempre la responsabilità delle nostre azioni e opinioni, non ci piace operare chirurgicamente e vigliaccamente (ma efficacemente) nell’ombra.
Nessuno ci toglierà la nostra coerenza e il nostro coraggio.
Caro Marino, caro Sandro, cari Gang. Forse la nostra amicizia vi ha danneggiati. Fieri di esservi amici e sempre al vostro fianco.”
oSkar
(Scritto da oSKAr il 31 gennaio 2007)

 

Inserito da bandito.trovarelli il 9 febbraio 2007 NEWS

peppe_de_birtinaA un anno di distanza dalla scomparsa del grande cantastorie appignanese Peppe de Birtina, esce con la rivista Arte Nomade un Cd, dal titolo “Vita mia”, contenente le migliori canzoni di Peppe de Birtina cantate e arrangiate dai gruppi musicali con cui ha collaborato nel corso della sua carriera artistica: Vincisgrassi, Wando e i Ruggero Urlando, The Gang, Vincanto, Mabò Band, Orchestra popolare de lu portu de Pignà, Ghergo & the Sun Beat Air Orchestra, Meridiano Zero, Malavida, Ogam, Mines. Nel Cd c’è anche un extra video sulla figura dell’ottantenne cantautore.
Nella traccia numero 6 (dal titolo “Questa Tv”) ascoltiamo una traccia voce di Peppe de Birtina su cui si sono adagiati perfettamente gli arrangiamenti dei Gang.
Ancora i Gang nella traccia n.12 dal titolo “Piove governo ladro”: è una delle canzoni meno conosciute del cantautore appignanese ma sembra scritta apposta per il repertorio dei fratelli Severini.  (www.artenomade.com)

Inserito da bandito.trovarelli il 5 febbraio 2007 NEWS SEGNALIAMO CON PIACERE...