Controverso – Introduzione al disco

controverso213 canzoni che sono, ma soprattutto sono Controverso . Canzoni che non seguono né sono in linea, ma che da direzioni apparentemente opposte ritrovano un percorso, un cammino e una via d’uscita (d’emergenza) nel cerchio. Perché è circolare l’immagine che traduce questo titolo ed essa supera e “trasumana”, mette in fuga il senso della parola, la libera. Essere contro per andare verso. Nel mito, aldilà della storia dalla quale siamo stati espulsi, dalla quale siamo stati mandati al confino, esiliati. E qui si ricomincia con gli ultimi, fra gli uomini , qui, dove si canta. Qui dove odio e amore, limite soglia sono una cosa sola. Aldilà della terra del tramonto. Così i Gang sentono questo passaggio d’epoca, così lo cantano, così te lo suonano. Continua la grande battaglia del sogno, dell’immaginario poiché da sempre le azioni umane sono sospinte dall’immaginazione. E il sogno è forte più gli uomini sono sicuri di essere dalla parte della realtà. La vita stessa diventa sopportabile attraverso l’immagine; qualcosa che va oltre le guerre e il dolore. Trovare una crepa, un varco nel muro, rompere per un istante la forza di gravità che ci impedisce di naufragare nel caos……Verso, in un orbita che segue altre orbite, una serie di frecce sospese per aria che si vedono a distanza senza raggiungersi. Pensiamo alla noia di un andare, di un procedere rettilineo che rende impossibile lo scarto obliquo, il passo del cavallo agli scacchi, il percorso della cometa : il segnale del nuovo tempo dell’avvento. I Gang come folletti nella “Tempesta” ( di W. Shakespeare). CONTROVERSO è un disco per tutti i “Guerrieri della luce”. ” Se accade che il clamore del mondo soffochi la nostra voce interiore, vuol dire che è giunto il momento della lotta: dobbiamo risvegliare il guerriero della luce che dorme in ciascuno di noi e intraprendere un cammino disseminato di lusinghe e tentazioni, un sentiero in cui ogni passo può nascondere le insidie di un labirinto…”( Paulo Coelho).

DANZA NELLA LUCE: Passare, attraversare danzando, riscoprirsi lacrime del sole; uscire fuori dalla caverna, dal buio, farsi riflessi di un’alba ; ecco i veri guerrieri; nel tempo e oltre, danzando.

NAGUAL, IL MESSAGGERO: IL Nagual che trae spunto e ispirazione dallo stesso Nagual di “Castaneda”. Scoperta nata dall’incontro con la cultura Indiana, quella dei custodi della terra. Visione e nuova dimensione per ereditare la terra stessa quando saranno i miti ad ereditarla. Nagual, essere duplice, uovo luminoso che ha ruolo di guida nel passaggio verso la libertà vera. Il messaggio è l’Arte del sognare come capacità di utilizzare i sogni e trasformarli in una nuova consapevolezza. Questa è anche la radice di tutta la cultura lisergica degli anni ’60, della “beat generation” ecc ecc…..l’incontro con l’altro che conduce all’incontro con il “proprio altro”. In questo incontro, che è il passaggio, l’uomo tenta nuovamente di uscire dalla caverna e compie la più grande delle battaglie quella contro di se. È una battaglia pacifica, fatta nel nome dell’evoluzione che si prolunga all’infinito. Pur potendo essere distrutto come individuo non ha dubbi sul risultato poichè l’universo è con lui. Uscire dalle tenebre, all’aperto, in posizione eretta. La terra non è una tana, è un Paradiso, l’unico che conosceremo mai. Qui ed ora , nella carne.

QUI: Nel luogo – non luogo, dove si arriva da strade che non hanno nome, quelle giuste. Qui dove la verità ci suda l’anima. Qui dove siamo sbandati, banditi, schizzati, in estasi. Se questo è il luogo il dove, il quando, il tempo è.

QUANDO GLI ANGELI CANTANO: combattere è ammettere la propria confusione, per conoscere la pace bisogna sperimentare il conflitto. In questa battaglia gli Angeli sono gli alleati. Angeli come messaggeri, intermediari fra terra e cielo, strumenti della provvidenza. Angeli la cui natura, secondo Dante, è fuoco e luce, amore e verità. Il rapporto che abbiamo con gli angeli è il rapporto con il nostro divenire, ciò a cui tendiamo. Avere con essi un rapporto significa alzare lo sguardo oltre i limiti oltre ciò che conosciamo.

LAVAMI NEL SANGUE DEI MIEI NEMICI: è un passo de “l’Apocalisse” di Giovanni di Patmos. Ci permette di fare il punto da cui si spande la prospettiva di tutto il lavoro “CONTROVERSO”. L’idea di rivoluzione alla fine di questo secolo non va eliminata ma va ripensata completamente. Il processo di trasformazione planetario imposto dall’occidente, il nuovo ordine mondiale si basa sull’affermazione individuale. Occorre quindi riaffermare l’importanza della relazione del “NOI”. Nessun uomo è/o può ritenersi puro individuo. La “massa ” degli uomini vive e si muove, pensa e sente collettivamente; lo stato, la società non può né potrà possedere la psicologia di un individuo e lo stato non è formato da individui. Anche il gesto privato del voto non proviene da un IO individuale ma da quello collettivo. Lo stato è potere e non può essere cristiano. Come cittadino, come essere collettivo l’uomo raggiunge il suo compimento nella soddisfazione del suo senso di potenza. Le democrazie moderne sono il risultato di milioni di parti in contrasto, ognuna delle quali afferma la propria interezza. “L’uomo democratico” vive di coesione e di resistenza. La forza di coesione dell’amore e quella resistente della libertà individuale. Credere all’amore significa essere assorbiti e questa è la morte del soggetto. L’individuo in quanto tale non può amare. L’uomo e la donna moderni non riescono a concepire se stessi se non come individui. E l’individuo è condannato ad uccidere il suo amante. La più grande lezione dei nostri tempi è appunto che l’individuo, il cristiano, il democratico non può amare. Quando un individuo ama cessa di essere puro individuo perciò deve riprendersi e cessare di amare. Vale per l’amore privato e personale come per l’altro, il prossimo. La vera rivelazione, la vera Apocalisse consiste in questo. Il cristiano in relazione allo stato al mondo, al cosmo, nell’apocalisse si rivela e rivela di se una furiosa ostilità contro chiunque. Desideroso di distruzione collettiva. È il lato oscuro della nostra cultura. Ecco il bisogno di risolvere, di passare oltre aldilà rispetto a questa condizione per sfuggire a questo suicidio cosmico. La nostra malattia è che non siamo in grado di tollerare alcun legame. E l’apocalisse indica anche, con la sua opposizione , quelle che il cuore umano desidera di più nel segreto. L’Apocalisse demolisce il sole, le stelle, tutti i Re , tutti gli uomini non segnati….
Tutto quanto l’uomo deciderà con più passione è vivere la sua compiutezza in armonia e non solitaria salvezza della propria anima. Più di ogni altra cosa l’uomo desidera il suo compimento fisico perché ora e per l’unica volta è nella carne e ne ha la possibilità. Di essere parte del cosmo vivente incarnato. Io sono una parte del cosmo, come l’occhio di me. Nulla è in me che sia staccato e assoluto tranne la mia mente, che non esiste di per sé, ma è solo una scintilla di sole sulla superficie delle acque. Distruggere i nostri legami inorganici come quelli col denaro e ristabilire organiche viventi connessioni fra “NOI” il cosmo, il sole, la terra, l’umanità, il proprio paese, la famiglia, la coppia ,”IO e TE : cominciamo dal sole.

Io e TE: è una fuga verso l’alba ai bordi della pioggia, morsi dalla luna un fuggire lento per far vivere il desiderio, la passione. Un amore che cerca scampo dall’indifferenza e dalla noia.

SE MI GUARDI, VEDI: vedere con il cuore, la vita ci appartiene e ci oltrepassa. Un campo ristretto, vede sempre dall’esterno. L’introspezione è l’unico metodo per approdare alla conoscenza. Il mondo è all’interno del cuore scrive CIORAN e il cuore è la vista dei santi. “Il cuore vede il mondo, più Dio, più il nulla. Cioè tutto. “( D’altra parte uno dei dischi che sento sempre più vicino col passare degli anni è “John Wesley Harding” di Bob Dylan dove sembra che solo i santi e i fuorilegge siano i veri eredi della terra…). Il titolo della canzone mi è stato suggerito da una frase di Pasolini che a proposito di suor Teresa di Calcutta disse “Quando guarda, vede….”.A proposito di pasolini, come in passato, in tutti questi testi delle canzoni c’è una sua frase o un qualche riferimento alle sue opere.

Ad esempio: NON E’ DI MAGGIO: è l’inizio, “l’attacco” di “Le ceneri di Gramsci” di P.P.Pasolini. un opera come “John Wesley Harding” di Dylan, con la quale ci siamo confrontati e che è punto di riferimento importante per “CONTROVERSO”. Come dire “essere folli per essere chiari”. Le “Ceneri di Gramsci” perché c’è in essa tutta la contraddizione irrisolta tra il desiderio e la visione di una realtà nuova, indicata dal marxismo, e l’appassionata adesione a certi incontaminati valori naturali che vanno aldilà della storia. Le “Ceneri di Gramsci” poiché con questa raccolta Pasolini mostra l’esigenza di rifiutare i toni e i temi della poesia del novecento e riconduce la sua poetica ad una tradizione precedente come quella dei poemetti in terzine.

DOPO COME PRIMAVERE: anche qui c’è una citazione pasoliniana quella delle “Belle Bandiere”. La nostalgia della storia, dei giorni che valgono “per sempre” dei cieli coperti di belle bandiere, di una nuova primavera , di un mattino ritrovato.

VORREI: tutti i desideri in uno, dare l’assalto al cielo, di tutto di più, vivere ogni istante come fosse l’ultimo. L’amore come pioggia che fa rinascere continuamente il desiderio (e viceversa)come in una vecchia canzone di Dylan “è mio dovere portarti nei campi dove i fiori sbocciano”

PRIMA DELLA GUERRA: è la solita “sporca dozzina” di visioni del tipo “Kowalsky”, “La corte dei miracoli” è Suzie Q , Gesù Bambino Pol Pot , Godzilla con Quentin Tarantino , Le iene e Dario Fo in mezzo ai diavoli e angeli, sempre sotto, in mezzo ai guai, come quando eravamo tutti in un vicolo chiuso, quello della Desolazione.

PAZ: è una lettera scritta dal più grande cantore della mia generazione: Andrea Pazienza. Senza retorica riprendo quella sua incredibile lucidità ed energia contro il vivere quotidiano insopportabile nel suo tedio e noia. “Risorgere risorgere vuoi mettere risorgere……”riparto al lavoro allo studio…… come Pompeo che è ancora vivo, qui fra noi.

REFLESCIA’SA’. Il testo è di ERRI DE LUCA la sua partecipazione è stata per noi motivo di grande soddisfazione. Averlo con noi con questa sua storia ci ha reso veramente felici. Erri De Luca che con i suoi romanzi mi ha attraversato molte volte al pari di un raggio di sole, o di una spada d’oro. Grazie a Erri tante volte quante sono le stelle in cielo e i fiori in un campo a primavera o le nuvole in un mattino di ottobre. Grazie per REFLESCIA’SA’.

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“CONTROVERSO” è l’ottavo capitolo per la Gang dei fratelli Severini. Mai come in queste 13 canzoni la banda si era spinta tanto in là nei territori selvaggi del rock. Echi dei Clash, WHO, ROLLING STONES, PEARL JAM ( “ma l’amore mio non muore”). Grande energia che mancava dai tempi degli esordi. Nuove terre, nuove emozioni, nuove storie utili a chi vuol restare CONTRO ma che si muove VERSO nuove e più difficili direzioni. Nuova la formazione: Paolo “ZICO” Mozzicafreddo alla batteria, Francesco Caporaletti al basso, Andrea Mei questa volta alle prese con un arsenale di vox, Farfisa, Wurlitzez, Hammond…… e il fratello Sandro “Johnny Guitar qui davvero te la suona”. Sei corde infuocate come fosse carica di un’Orda d’oro assalto del cielo.
Così inizia il nuovo secolo per i Gang esortando, incitando alla scelta “Fiori di sangue / Fate rumore /scoprite al sogno / le città”. I testi scritti da Marino sono di terre al tramonto, di fumose stanze d’albergo, di bordi della strada, di occhi all’alba, oltre l’orizzonte …..
ERRI DE LUCA racconta una sua storia forse il miglior compagno di viaggio che i Gang abbiano mai incontrato. La band ha trovato rifugio alla “RED HOUSE ” di Senigallia (AN) e qui David ” The prince” Lenci ha curato i suoni e mixato i 13 episodi. La banda dei fratelli Severini è tornata e sta per arrivare in città. Che ci faccia ridere il cuore per restare CONTRO e con loro andare VERSO e intanto……..
“Intanto è la vigiglia accogliamo tutti gli influssi di vigore e di tenerezza vera. E all’aurora, armati di un ardente pazienza, entreremo nelle splendide città ” da “Addio” di Arthur Rimbaud.

Il disco è prodotto da ” Clyde Warrior & Jessy Colt” ( alias fratelli Severini).