Fuori dal controllo – Introduzione al disco

fuori2Il lavoro è stato diretto da Gianfranco Fornaciari alla sua prima produzione si è rivelato indispensabile per affrontare questo settimo capitolo; una “marcia in più”. Claudio Morselli ha curato, come ormai fa da anni, il suono e ha mixato il disco. Per questo lavoro è stata formata una banda composta da Kaba Kavazzuti alla batteria, Fabio Ferraboschi al basso, Cristiano Maramotti alle chitarre, Marco Fabbri al violino e c’è sempre Andrea Mei alla fisa e tastiere. Cisco, Alberto, Franchino, Giovanni e Massimo dei Modena City Ramblers hanno cantato in “COMANDANTE” insieme a Claudio Maioli, il nostro “manager”.

Ilaria Alpi… (“CHI HA UCCISO ILARIA ALPI?”)
La giornalista vittima di un “esecuzione premeditata” insieme all’operatore Miran Hrovatin avvenuta a Mogadiscio nel marzo del ’94. Come nel caso di 200 giorni a Palermo (canzone per la quale ancora c’è un processo che ci vede imputati..) tiene conto di un inchiesta giornalistica di Avvenimenti.

Giuseppe Puglisi (“IL TESTIMONE”)
Un sacerdote in trincea, ucciso dalla mafia a Brancaccio un quartiere di Palermo nel ’93. Una volta Pasolini propose di trasferire il Vaticano in periferia dove una volta stavano i vescovi e il Papa. Di fatto è andata così, il centro della chiesa cristiana si è ormai spostata nelle periferie del pianeta.

Iside Viana (“ISIDE”)
Una partigiana, una figura “minore” perché in bilico, una storia fragile, una donna che si lasciava attraversare dai sentimenti e questo non le permetteva di aderire alla morale eroica dei comunisti di allora, una grande solitudine. L’abbiamo conosciuta attraverso la lettura di un libro di Giovanni De Lima “Donne in oggetto”.

Pietro Trovarelli (“IL BANDITO TROVARELLI”).
È un bandito realmente esistito, nato a Filottrano, il nostro paese. Ha combattuto contro l’esercito di occupazione napoleonico dopo il 1808 anno in cui i territori marchigiani vennero annessi al Regno d’Italia e conobbero il regime francese. Ci è piaciuto riportare in vita questo nome che per noi è un richiamo ad una nostra radice. Il bandito Trovarelli in questo salto nel tempo è uno che ha perso tutto e non gli resta che questa sua identità della quale è orgoglioso.

Nicola Sacco (“COLPEVOLE DI GHETTO”).
L’emigrante. E’ il simbolo e un modo per non dimenticare che essere italiani ha un significato per molti emigrare alla ricerca di una vita migliore ed anche aver trovato aldilà delle acque, del mare o dell’oceano, solo ingiustizia e repressione. Più Sacco che Vanzetti perché è quello che è meno assistito dall’ideologia, e quello più in crisi e perché aveva creduto molto di più di Vanzetti nell’America come luogo di grandi possibilità. In chiusura della canzone c’è la voce di Tom Robbins, la voce dell’altra America che racconta una breve storia scritta apposta per questo disco… E’ un bellissimo regalo che ci ha fatto e del quale siamo orgogliosi…

Davide Lazzaretti (“FUORI DAL CONTROLLO”)
Il profeta del monte Amiata, fondatore della “Repubblica di Dio”. Un momento importante della storia d’Italia. Un tentativo da parte dei contadini dell’Amiata di formare una cultura autonoma rompendo i legami culturali che fino ad allora li avevano legati al clero. Gli anni in cui agiscono Lazzaretti e i suoi seguaci sono quelli del novello stato italiano, quelli in cui la sinistra di Depetris entra nel governo …lazzaretti viene ucciso da un carabiniere nell’agosto del 1878.

Maria Goretti (“DOPO LA PIOGGIA”)
Il cristianesimo è l’unico caso in cui le donne hanno partecipato in massa ad una rivoluzione culturale affrontando anche la tortura o la morte non essendo mai state chiamate prima al martirio o meglio all’eroismo. All’improvviso il sangue delle donne serve per l’aldilà per la cultura che domina la natura, la trasforma in trascendenza. Se prima le donne si sacrificavano per dare la vita, assicurare la prosecuzione biologica ora sono chiamate al martirio, all’eroismo per la vita “vera” quella che supera la natura, la trascende e sconfigge la morte, per garantire la vita del gruppo con la morte dell’individuo…

Altre canzoni come “MUOVITI” riaffermano l’eresia del rock come linguaggio popolare altro strumento culturale che ha nella strada il suo luogo di provenienza, la sua vera radice. Combattere pungendo e volteggiando come Strummer cantava riaprendo una parola d’ordine di M. Alì (Cassius Clay). È sempre la stessa canzone dello “Street fighting man” del ragazzo al quale non resta che “combattere” con una rock’n’roll band per aprirsi un varco, una strada… Così per altre canzoni come “FINO ALLA FINE”, “GIONI”, “RESTA VIVO”. Per tutti noi che abitiamo in questo mondo sospeso sull’orlo della catastrofe l’ottimismo non è un atteggiamento ingenuo. Consiste nella capacità di pensare che possiamo farcela e come dicevano gli antichi saggi orientali, perfino il battito dell’ala di una farfalla ha effetti sul mondo. Tutti siamo sulla stessa barca e ognuno di noi può decidere se farla navigare o affondarla. Non c’è nessuno che non sia coinvolto.
Una sorta di eccezione è “COMANDANTE” dedicata al (sub)comandante Marcos, un gesto di affetto, un abbraccio ad un uomo che ha saputo ancora una volta fare della forza e della tenerezza una strategia di liberazione, una stella in un cielo sempre più buio.
13 canzoni, “BRUCIAMI L’ANIMA” è un capitolo da lovers, soul… intimo…, che hanno lo scopo di nutrire con delle emozioni quella minoranza che oggi cerca di ricostruire una propria identità, nuove relazioni e un proprio ruolo indispensabile nella dialettica di un processo democratico.
“FUORI DAL GHETTO E FUORI DAL PALAZZO. FUORI DAL CONTROLLO” per non dimenticare la strada fatta, un percorso verso la luce che non dimentica la propria ombra, che può nuovamente guardare avanti verso un nuovo orizzonte (non più sopra un binario…).

Marino e Sandro Severini