Il paese della vergogna – Introduzione al disco

cd_il_paese_della_vergognaDaniele Biacchessi (voce narrante)
Marino Severini dei Gang (voce e chitarra)
Sandro Severini dei Gang (chitarra solista)

“…….Daniele Biacchessi racconta misteri, omicidi e stragi in un’Italia che sembra ormai vivere in una perenne ri(e)mozione forzata. Con la voce e la potenza di uno scrittore che è l’unico erede della narrativa civile di Pier Paolo Pasolini.” (La Repubblica, Gian Paolo Serino)

“Non gli servono effetti speciali. Bastano la sua voce e la volonterosa musica di un paio di amici. Perché è la storia d’Italia, quella più fosca, più scomoda, più vergognosa, ad accapponare la pelle del pubblico. Daniele Biacchessi gira le piazze come un antico cantastorie a svegliare le coscienze dei cittadini. ” (La Stampa, Bruno Ventavola)

“Le quattro pièce d’impegno civile contenute nel libro di Biacchessi vorrebbero essere un contributo a scostare le ante del Paese da quel muro che ne impedisce l’apertura «perché – riflette l’autore – una società che non può fare i conti col passato, non comprende il proprio presente e non può progettare il futuro.” (Il Sole 24ore, Lionello Mancini)

1944, Sant’Anna di Stazzema. Inizia da un immagine di un girotondo di bambini il racconto di Daniele Biacchessi, accompagnato da Marino e Sandro Severini dei Gang. Questo spettacolo parte da un dato di fatto, incontrovertibile. In Italia la verità storica non segue mai lo stesso binario della verità giudiziaria. Le prove delle stragi nazifasciste di Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto nascoste nel cosiddetto “Armadio della vergogna”. I colpevoli di stragi come Portella della Ginestra, Piazza Fontana, Piazza della Loggia a Brescia, treno Italicus, stazione di Bologna, Rapido 904, sono tutti sostanzialmente liberi. E’ l’Italia spiazzante delle verità negate, raccontate da Biacchessi attraverso scene esemplari, flash su personaggi diversi tra loro ma uniti da un solo nome: ingiustizia. Sono Fausto e Iaio, i giovani militanti di sinistra ammazzati a Milano pochi giorni dopo il sequestro Moro; Peppino Impastato, direttore di Radio Aut, assassinato da Don Tano Badalamenti; Giovanni Falcone e Paolo Borsellino uccisi dalla mafia politica. Un collage di fatti e storie, carichi di emozioni. “Il paese della vergogna” é soprattutto un libro di Chiarelettere Editore. Raccoglie, in una versione riveduta e ampliata, alcuni testi di teatro narrativo civile scritti e interpretati in centinaia di repliche da Daniele Biacchessi: “La storia e la memoria”, “Fausto e Iaio”, “Storie d’Italia” e “Quel giorno a Cinisi. Storia di Peppino Impastato”. I quadri sulla strage di via dei Georgofili e Libero Grassi sono scritti da Raja Marazzini.

Daniele Biacchessi, giornalista e scrittore. Vicecaporedattore di Radio24-Il Sole24ore. Premio Cronista 2004 e 2005 per il programma “Giallo e nero”. Collabora con il mensile “Mucchio Selvaggio”. Dal 1975, ha lavorato e collaborato con numerose testate: Radio Rai (Noi in Lombardia, Domenica con noi, Blue note), Radio Popolare, Radio Regione, Radio Lombardia, Telemilano 2, Telenova, Rete A, Antenna3, Unità, Avvenimenti, Europeo. E’ stato direttore della sede mlanese, inviato e cronista parlamentare di Italia Radio dal 1988 al 1999. Ha pubblicato sedici libri d’inchiesta. “La fabbrica dei profumi” (Baldini&Castoldi,1995), “Fausto e Iaio” (Baldini&Castoldi, 1996), “Il caso Sofri” (Editori Riuniti, 1998), “L’ambiente negato” (Editori Riuniti,1999), “10,25 cronaca di una strage” (Gamberetti, 2000), “Il delitto D’Antona” (Mursia, 2001), “Un attimo..vent’anni” (Pendragon, 2001), “Ombre nere” (Mursia, 2002), “Punto Condor. Ustica, il processo” (Pendragon,2002), “L’ultima bicicletta, il delitto Biagi” (Mursia, 2003), “Cile 11 settembre 1973″ (Franco Angeli, 2003), “Vie di fuga. Storie di clandestini e latitanti” (Mursia 2004), “Roberto Franceschi: processo di polizia” (Baldini Castoldi Dalai,2004), “Walter Tobagi. Morte di un giornalista.” (Baldini Castoldi Dalai, 2005), “Una stella a cinque punte. Le inchieste D’Antona e Biagi” (Baldini Castoldi Dalai, 2007), “Il paese della vergogna” (Chiare Lettere, 2007). Daniele Biacchessi é autore, regista e interprete di teatro narrativo civile. Ha collaborato con Gang, Stefano Paiusco e Raja Marazzini. “La storia e la memoria”, “Fausto e Iaio, la speranza muore a 18 anni”, “La Fabbrica dei profumi. Il racconto di Seveso”, “Storie d’Italia. I diari” con il sassofonista Michele Fusiello. “Roberto Franceschi. Processo di polizia” (2005), “Quel giorno a Cinisi. Storia di Peppino Impastato” (2006), con il pianista e jazzista Gaetano Liguori. “Il paese della vergogna” con Marino e Sandro Severini dei Gang, “I ventitré giorni della città di Alba”, lettura scenica del libro di Beppe Fenoglio, e “Il sogno e la ragione. Storie del ’68″, musiche di Gaetano Liguori e Michele Fusiello, sono gli spettacoli della stagione 2008 – 2009. In forma di solo reading, ha scritto “Luigi Tenco, morte di un cantautore”.Info: www.retedigreen.com

I Gang si formano agli inizi degli anni 80 nella provincia marchigiana, i promotori sono i due fratelli Marino e Sandro Severini,voce e chitarra, e rappresentano la base portante del primo gruppo rock italiano. Il 1984 è l’anno del loro esordio discografico con l’ep “Tribe’s Union” autoprodotto e distribuito nel circuito underground, caratterizzato dall’influenza dei Clash e dalle tematiche politico sociali. Nel 1987 esce “Barricada Rumbe Beat” sempre autoprodotto e nell’88 passano ai canali discografici con “Reds”, tramite un contratto con la CGD. La trilogia composta da “Le radici e le aliI”, “Storie d’Italia” e “Una volta per sempre”, viene realizzata tra il 1990 e il 1995. La forza maggiore della band, fin dagli esordi, si esplicita nelle esibizioni live spesso a sostegno di cause civili. Nel 1997 passano alla Wea e pubblicano “Fuori dal controllo”. L’album “Controverso” esce nella primavera del 2000. Nel 2004 realizzano “Nel tempo e oltre cantando”, in sintonia con il gruppo di musica popolare marchigiano La Macina. “Il seme e la speranza” del 2006, è un progetto concepito grazie alla collaborazione della Regione Marche. Lo spirito dell’album è quello della testimonianza storica delle radici contadine del nostro Paese. I testi scritti da Marino Severini sono poesie, frammenti di vita vissuta, attimi di vita raccontati come fossero romanzi, scritti in punta di penna.