A la molina no voy màs

A la molina no voy màs

( Anonimo – cantava Victor Jara )

 

Baba baba bababa
Para partirita samurengue

Yuca de San Borja
samorengue sa
para ir a saña
hay que rico esta
Yuca de San Borja
samorengue sa
para ir a saña
hay que rico esta

A la molina no voy màs
porque echan azote sin cesar.

La comai’ Tomaza
y el compai’ Pascual
tuvieron treinta hijos
jesu’ que barbaridad,
que fueron esclavos
sin su voluntad,
por temor que’l amo
los fuera a azota’

A la molina…

Anda burritito anda
es demonio de borrico
que no quiere caminar
por culpa de’ste borrico
el patron me va a azota’

Y sufrieron tanto
los pobres negritos
porque al poco comen
y al mucho trabajar
hasta que del cielo
vino pa’ toitos
don Ramon Castilla
santa libertad.

A la molina…

Trad: “Al mulino non vado più”

 
 
 

 

Baba baba bababa
Para partirita samurengue

Luca de San Borga
samorengue sa
per andare alla “danza”
oh, com’è bello!
Luca de San Borga
samorengue sa
per andare alla “danza”
oh, com’è bello!

Al mulino non vado più
perché ci picchiano sempre.

La comare Tommasa
e il compare Pasquale
hanno avuto trenta figli
mio Dio che roba!
che sono stati schiavi
senza volerlo
per timore che il padrone
li prendesse a botte

Al mulino…

Cammina asinello, cammina
che razza di asinello
che non vuole camminare!
per colpa di questo asinello
il padrone mi picchierà

E hanno sofferto così tanto
i poveri negretti
hanno così poco da mangiare
e tanto da lavorare
finchè dal cielo
è arrivato per tutti
Don Ramòn Castilla
santa libertà.

Al mulino…

 

***

 

“As every cell in Chile will tell
the cries of the tortured men
Remember Allende and the days before
before the army came
Please remember Victor Jara
in the Santiago stadium
Es verdas
those Washington bullets again.”
(The Clash – Washington Bullets)

 

Come può raccontare ogni cella del Cile
il grido degli uomini torturati
Ricordati Alllende e i giorni precedenti
prima che arrivasse l’esercito
Ricordati ti prego di Victor Jara
nello stadio di Santiago
È vero
ancora quelle pallottole di Washington

 

“A volte, Victor, quando la tua voce riempie la sala di casa mia, o quando pulisco i vecchi dischi, uno dei miei figli domanda chi canta, e la risposta è sempre la stessa: quest’uomo che canta è mio fratello ed in ognuna delle mie carezze ci sono anche le sue mani.” (Luis Sepúlveda)

 

Victor Jara, cantautore cileno torturato e assassinato nella mattanza dello stadio di Santiago dopo l’11 settembre 1973.Chi lo uccise prima gli spezzò le mani.