Saluteremo il signor padrone

Saluteremo il signor padrone

Saluteremo il signor padrone
per il male che ci ha fatto,
che ci ha sempre maltrattato
fino all’ultimo momen’.

Saluteremo il signor padrone
con la so’ risera neta
niente soldi nella cassetta
e i debit da pagar.

Macchinìsta, macchinista faccia sporca
metti l’olio nei stantufi,
di risaia siamo stufi,
e a casa nostra vogliamo andar

Saluteremo il signor padrone
per il male che ci ha fatto,
che ci ha sempre derubato
fino all’ultimo denar

Saluteremo il signor padrone
con la so’ risera neta
niente soldi nella cassetta
e i debit da pagar.

Macchinìsta, macchinista del vapore
metti l’olio nei stantufi,
di risaia siamo stufi,
e a casa nostra vogliamo andar

Macchinìsta, macchinista faccia sporca
metti l’olio nei stantufi,
di risaia siamo stufi,
e a casa nostra vogliamo andar

Saluteremo il signor padrone
per il male che ci ha fatto,
che ci ha sempre maltrattato
fino all’ultimo momen’.

Se otto ore vi sembran poche
provate voi a lavorar
e proverete la differenza
fra lavorare e comandar
e proverete la differenza
fra lavorare e comandar

 

Con questa canzone abbiamo voluto rendere omaggio a Giovanna Daffini. Personalità straordinaria, unica, pari a quella dei Guthrie, dei Dylan, dei Joe Strummer.
Una maestra, una dei “nostri”, una mondina. Attraverso la sua opera la canzone popolare è tornata a nuova vita.
Nata a Villa Saviola, una frazione di Motteggiana in provincia di Mantova, il 22 Aprile 1914, lavorò in risaia dal 1927, a tredici anni, fino al 1952. Con suo marito Vittorio Carpi, suonatore di violino, portò in giro per l’Emilia e la Francia un repertorio ambulante che andava da “Bandiera Rossa” alla “Marcia Nuziale di Lohenghin” di Wagner. Dopo l’incontro e la collaborazione con il Nuovo Canzoniere Italiano innoverà il suo repertorio sotto la spinta di una popolarità ottenuta tramite i Dischi del Sole.
La voce e la chitarra di Giovanna ancora oggi “cantano” quel coraggio di tutta una vita, costi quel che costi: tirare su i figli, battersi con l’ottimismo, il coraggio per l’esistenza quotidiana. Giovanna morì nel ’69, a 55 anni.
Con lei la nostra cultura, la nostra canzone, quella popolare, torna eterna.