“All’ultimo sangue”
Marino Severini presenta il brano ‘clandestino’ scaricabile da questo sito
Abbiamo realizzato questo “esperimento” dal titolo “All’ultimo Sangue” per una raccolta di canzoni “contro la guerra” (tutte cover) uscita con Liberazione il giorno 9 del mese di Novembre. Partecipiamo a questo progetto (dal titolo “Not in my name” n.d.r.) con “Fermiamoli!”.
“All’ultimo sangue” è stato fatto da me e Sandro poiché il resto del gruppo era altrove, in viaggio e il tempo a disposizione era limitato.
Non ci è stato possibile comunque inserirlo nella raccolta di Liberazione poiché fra i vari campionamenti c’era anche il ritornello di “Give peace a chance” di J. Lennon e per quello occorrevano permessi, liberatorie, ecc, ecc…
Così abbiamo pensato di metterlo in Movimento lo stesso, da clandestino utilizzando prima e per ora questo sito poi si vedrà. E’ un pezzo quindi clandestino ma forse questa sua ragione e condizione d’essere è la cosa migliore che gli poteva capitare. “All’ultimo sangue” per esprimerci ancora una volta a favore della pace e contro la guerra.
Ci tocca, ancora una volta. Ci tocca ancora dirci contro l’orrore e contro questo Tempo, quello degli Assassini. Poiché non ci tocchi un’altra stagione all’Inferno. Perché sia Paradiso.
Poiché non c’è più possibilità per una via di mezzo. Per non essere più rinnegati. Poiché rinnegato è l’uomo che ha perso la fede nei propri simili.
Questa, la nostra, è la civiltà della Bomba e da essa dobbiamo assolutamente dissociarci, da veri disertori. Il crollo della fede dell’uomo nell’uomo è universale. Dio stesso è impotente e il Diavolo è ormai in libera uscita. La nostra civiltà occidentale ha riposto la fede nella Bomba e allora sarà la Bomba a rispondere alle sue preghiere.
Il mostro è in libertà, vaga per il mondo; è uscito dal laboratorio, al servizio di chiunque voglia utilizzarlo.
E’ il momento della fluidità e del fortuito: la grande alluvione si è scatenata. E i mentecatti stanno parlando di riparazioni, di stabilità, di ricostruzione economica, di schieramenti…
In cuor suo nessuno crede che la condizione del mondo possa essere raddrizzata. O no? E allora quando i miti erediteranno la Terra? Quando gli angeli cesseranno di assomigliare a se stessi?
Quando arriverà il poeta.
Non colui che recita versi ma l’uomo capace di mutare profondamente il mondo. Se c’è si faccia avanti, si dichiari e levi la sua voce. Ma deve essere una voce in grado di soverchiare il ruggito della bomba. Deve essere una lingua nata di domenica, una lingua che possa mettere il sangue a bollire e che sia liquore per il cuore degli uomini. E allora sarà Alba e Risveglio e così verrà il tempo non più degli assassini ma il “Tempo in cui ci si innamora”. Non c’è bisogno di “carta e inchiostro” per creare e diffondere questa poesia.
I popoli considerati primitivi, gli esclusi dal banchetto sono stati e sono poeti nell’azione, nella vita. Fossimo svegli o risvegliati a questa poesia non saremmo sordi al loro modo di vivere. Poesia che è deviazione. Più che disobbedienza. E allora deviando, adottando un percorso deviante guarderemo in alto e scorgeremo il percorso, la linea della Cometa.
Noi non vogliamo denaro o potere ma cibo, vestiti e riposo. Per questo siamo moderni. E possiamo permetterci non più di guardare ma di vedere con gli occhi del cuore e dell’anima. Questo è il primo passo per uscire nuovamente dalla Caverna. Perché essere uomini delle caverne democratici è una magra consolazione.
Smettiamo di assassinarci a vicenda. La terra non è tana né prigione. E’ Paradiso, l’unico che conosceremo mai, qui nella carne. Non dobbiamo farlo il Paradiso, lo è già qui in terra; noi dovremmo metterci nelle condizioni di abitarlo o di abitarvi, che è la stessa cosa.
L’uomo col fucile, col delitto nel cuore non può riconoscere il Paradiso nemmeno se glielo indicano.
Chiamare la civiltà occidentale una società di uomini liberi è una bestemmia. La nostra sta diventando una turbe volgare e aggressiva le cui passioni sono agevolmente manipolate e mobilitate da demagoghi, giornalisti, ciarlatani della religione, agitatori e roba simile. Che offre al mondo la civiltà occidentale se non il bottino sovrabbondante che prende senza posa alla Terra nella folle illusione che ciò sia progresso? E il mondo Altro guarda con una disperazione che non ha mai conosciuto prima. Dov’è allora lo spirito democratico? Dov’è l’Umanesimo? Dove sono le nostre guide? Dove sono gli uomini.
Dietro il concetto di Uomo deve esserci la grandezza. Non esiste oggi partito politico che sia capace di inaugurare il Regno dell’Uomo.
Solo i lavoratori del Mondo potrebbero ancora realizzarlo se smettessero di dare ascolto ai loro capi e se riuscissero ad organizzare l’internazionale della Fratellanza. Più che compagni ora fratelli.
Eppure è il “Tempo degli assassini” questo. La politica è un affare da banditi. La gente cammina in cielo ma non grida Osanna; quelli di sotto fanno la fila per la mensa dei poveri.
“E’ l’alba e l’alba si esalta come un popolo di bianche colombe” A. Rimbaud
MARINO SEVERINI