“La prima volta che ho incontrato i Gang…” (di Andrea Mei)
“La prima volta che ho incontrato Marino e Sandro è stato a Senigallia in uno studio di registrazione. Ricordo che mentre ero lì, alle prese con il gruppo col quale suonavo allora, su una questione di reverberi e cose del genere, arrivarono questi due con l’aria da rockers. Stivali, chiodo, cappello. Sembrava che indossassero quei vestiti da sempre. Erano venuti a registrare un carillon per il finale del loro disco… Anche se il loro aspetto lasciava intendere il contrario, si rivelarono simpatici e cordiali. Uno parlava con il cantante del mio gruppo in continuazione di Internazionalismo e fumava una sigaretta dietro l’altra e l’altro non perdeva occasione per fare una battuta e rendere meno serio l’argomento. Da quel giorno è passato tanto tempo e non è che Marino e Sandro siano cambiati molto. Marino non fa che parlare e fumare e Sandro è sempre pronto per una battuta. Non avrei mai immaginato che solo quattro mesi dopo quell’incontro sarei salito con loro sul palco del D.O.C. e che li avrei seguiti su e giù per l’Italia in tutti questi anni. Con loro ho imparato che la vita di un musicista è fatta di autostrada, furgoni, palchi, sale di incisione, stress e sbornie. Ma soprattutto ho potuto incontrare tante realtà sociali e politiche che mi hanno arricchito sia dal punto di vista culturale che umano. Anche per Sandro e Marino questi incontri sono stati importanti. Sono proprio questi rapporti e le relazioni che permettono un’evoluzione, una crescita artistica del gruppo. La linea artistica dei Gang è poi la coerenza con cui di volta in volta vengono realizzate le scelte musicali. Abbiamo cercato sempre di avvicinarci il più possibile, nella fase di realizzazione, a quello che in teoria ci eravamo proposti, ma non sempre la cosa è stata semplice. Comunque il maggior pregio dei Gang è quello di non tener conto della via più facile, di come (in teoria) una canzone potrebbe vendere di più o di cosa va di moda. In questi anni ho capito che non premia inseguire il successo. E’ molto gratificante seguire la propria strada senza badare a facili consigli e a banali analisi di mercato perché comunque le mode passano, i Gang no”.
ANDREA MEI