(di Marino Severini)
Ciao a tutti voi che andate…(magari in cerca di una Primavera che quest’anno ci viene negata).
E’ tanto tempo che sto pensando a come e in che modo riprendere una sorta di comunicazione da qui, da questa postazione sopra una collina marchigiana e voi dispersi nel mondo… E visto che ormai da tempo non vengo piu’ chiamato a rispondere alle solite domande né dalle radio né dalla stampa specializzata ho accettato l’invito di uno “spazio dedicato” su questo sito per farmele fare le domande, scegliendo chi me le fara’, una cosa inusuale ma che vorrei poter continuare nel tempo, poi vedremo. Per questa prima intervista ho invitato questi “signori”:
Max Stefani
Mauro Zaccuri
Filippo Andreani
Enrico De Regibus
Michele “RedZapata “ Ciccola
Alessio Lega
Diego Bucconi
Roberto Carlini
Le risposte saranno pubblicate, con cadenza settimanale, tutte in questa pagina.
Buona lettura!
Marino Severini
MAX STEFANI [direttore della rivista di cultura Rock “Il Mucchio (Selvaggio)”]
Max: “C’è ancora interesse per la canzone politica italiana?”
Marino Severini: “THE KIDS ARE ALRIGHT!” per dirla con Pete Townshend…
Nell’ambito dell’Esperienza storica, non solo musicale, delle Subculture e degli Stili, nata e sviluppatasi in Italia dall’inizio degli anni 80, la componente politica è stata sempre predominante. Per essere precisi possiamo dire che ha prevalso sempre una direzione di “sinistra”, dalle più svariate sfumature, a seconda dei Luoghi culturali e politici dove tali influenze e identità stilistiche sono nate e cresciute. Da quella anarchica, a quella legata ai movimenti e cresciuta nei centri sociali, a quella più moderata vicina ai circoli Arci… Una scena che nel bene e nel male ha con estrema difficoltà e contraddizioni cercato di emancipare e resuscitare correnti musicali e politiche che in Italia alla fine degli anni 70 erano finite, disperse, arrese. Ed è riuscita benissimo in tale scopo, ha saputo riprendere il testimone della migliore canzone italiana cosiddetta cantautorale, ha saputo confrontarsi e far propri gli stili che hanno espresso una grande conflittualità dal punk al rap passando per una rinascita del folk rock…e soprattutto ha saputo “tener botta” direbbero in Emilia, più di qualunque altro ambiente culturale al revisionismo imperante, alla deriva destroide tutta italiana, da Craxi a Berlusconi passando per “rovina” del PCI. Onore al merito e tanto di cappello.
E pur nelle infinite e svariate differenze di stili, di generi, di contaminazioni, di diversità che hanno fornito a tale scena una grande ricchezza, l’elemento che unisce tutto ciò è, e resta, la canzone, nello specifico quella politica.
Aggiungo che questa scena in generale ha saputo resistere allo sdoganamento col Mercato, al tentativo di svuotamento di identità e funzione da parte dell’industria discografica, all’appiattimento alle mode e agli indici di mercato dei centri culturali come l’arci in genere, alla mancanza totale di strutture e servizi per una maggiore espansione e crescita ed anche al lento esaurirsi degli spazi a disposizione per circolare nel territorio nazionale… Ad oggi checché se ne dica la componente politica nell’ambito della scena delle subculture e di quello che resta è di molto predominante, sia numericamente, sia nello sviluppo di proposte musicali e non solo.
Se qualcuno ha dei dubbi su ciò che affermo basta soltanto ricordare succintamente le centinaia e centinaia di realtà presenti e attive che producono canzoni politiche oggi in Italia.
Da Alessio Lega a Los Fastidios, dai Ned Ludd agli Assalti Frontali, dalla Banda Bassotti al Legittimo Brigantaggio, dagli Statuto ai Crifiù… le scene hip hop, quella hardcore punk, quella combat folk, e quella “cantautorale” sono in gran forma, crescono numericamente e sono moltissime. Quindi questo lascia dedurre che la vecchia guardia regge, tiene gli argini e il ricambio c’è ovunque in ogni tribù. Nonostante le circostanze decisamente avverse e drammatiche.
Quali sono queste circostanze e soprattutto chi le crea? E perché? E per conto di chi?
Per far si che anche tu Max provocatoriamente faccia una domanda del genere, volendo in qualche modo sottointendere che a nessuno più frega niente, in questo territorio, della canzone politica…?
Il gioco tragico è molto semplice e banale e ci cascano solo gli allocchi. L’ambiente delle subculture va decisamente distrutto e come per altri settori della cultura e non solo in Italia, i comunisti, gli anarchici, tutti coloro che non si sono adeguati alle ragioni del Dio Merce vanno buttati fuori, vanno fatti sbandare. Tutti questi, che sono stati e potrebbero essere protagonisti di nuove battaglie culturali in quanto capaci di creare un Immaginario contrario agli interessi del Mercato, vanno esclusi, non gli vengono dati più i mezzi per viaggiare, né le strade adatte allo scopo. A questo gioco sta gran parte della stampa specializzata musicale. Sono i primi a creare questa sorta di stanchezza, di noia verso la canzone politica, come dire che barba con le solite storie con le solite parole con i soliti arrangiamenti… Non è questo il confronto necessario per rivitalizzare una creatività che ritarda il passo ma è soltanto un remare contro di essa. Nessuno di questi baronetti, leccaculo di case discografiche che forniscono buffet e biglietti gratis, parte dalla considerazione sacrosanta che il passo va a rilento poiché ci si muove nella Palude. Nessuno punta il dito su chi nella Palude ha guidato questa scena musicale. Le guide lo sappiamo bene che fino a ieri sono state dei mercenari al soldo dei padroni della musica, che hanno trascinato nel fango e nella malaria delle energie che avrebbero, altrove, prodotto molto meglio e noi tutti avremmo goduto di un miglior raccolto. In nome della Maggioranza, del vendere e comprare. Mercanti e non uomini di parte e di cultura, ecco lo sdoganamento cosa ha procurato, è sotto gli occhi di tutti. Ma quello a cui oggi assistiamo non è una ritirata. Certo, qualcuno se la dà a gambe ora che le cose si fanno difficili, ma questa è un’eccezione che conferma la volontà di proseguire su un cammino difficile e pericoloso. Oggi si riparte e i protagonisti della canzone politica ci sono, eccome.
Come e da dove si riparte allora per nuovi territori, per un Eldorado della canzone politica?
Da un’idea, un Sogno di UNITA’. I tanti e vari stili che affermano una radice, un viaggio e quindi un’identità devono trovare una nuova Appartenenza.. Un Viaggio si fa in comune, ci si incontra e ci si conosce lungo la Strada, ci si confronta e ci si scambia. Già questo accade e sta accadendo ora. Dall’Incontro fra le provenienze nascerà nuova linfa per la canzone politica, frutto delle energie in Cammino, in Movimento. Il Viaggio continua e perché continui e si accelleri il passo bisogna uscire dalla Palude e al più presto. E’ inutile cercare appigli o liane che dalla terra ferma ci vengono offerte da mani imbecilli. Nessun Mercato cerchiamo ma Circuito, nessun padrone del nostro lavoro ma valorizzazione ed espansione quindi Emancipazione.
Il male vero e ultimo è sempre in Noi, da troppi anni siamo nella Palude che per molti di noi è diventata trincea. Questo ci logora e ci sfinisce e si sente…ma “i ragazzi stanno bene” e vogliono uscirne fuori e ci si sta preparando per un altro Assalto. Lo so bene che molti non verrano, che hanno deciso di restare al sicuro, sottoterra… è bene che sia così, è sempre stato. Saranno utili per quelli che torneranno indietro magari perché feriti o per paura di continuare o perché si perderanno nel buio della notte. Troveranno qualcuno che li accoglie, li cura, li prepara al prossimo assalto.
Noi no, salteremo su, perché fra il cannone e la trincea c’è quel pezzo di prato e quell’aria finalmente fresca che vale la pena, sempre! Questi sono gli ultimi giorni dell’Assedio, ci si prepara ad abbattere le mura della città, per distruggerla e con essa molti dei suoi abitanti. Perché poi se ne costruisca una nuova, quella futura, Cosmopoli! Non c’è altro verso, né altro suono per la canzone politica. Si dovrà come il vecchio tamburino suonarla nuovamente quella canzone che incita all’Assalto. Per finire chiudo con una dichiarazione d’intenti molto chiara. Fino a che sarò in giro su queste Strade la canzone politica sarà in Viaggio con me e con la carovana dei Gang. Possono fare tutti tutto quel che vogliono anche sbarrare tutte le strade, mettere tutti i reticolati, noi passeremo come passa ed è sempre passato quel Vento che ci attraversa ogni volta che cantiamo le nostre storie, quelle di un Cammino lungo l’Eternità
ADELANTE COMPANEROS!
Il Disegno è chiaro dopo il servo contento oggi vorrebbero trasformarci tutti in Imbecilli. O meglio vince solo chi è IMBECILLE, non si tratta di sinistra o destra ma di Imbecilli e non imbecilli e allora chi non lo è non partecipa al gioco, va squalificato!!!!!Vorrei sottolineare il fatto che uso il termine imbecille da un punto di vista solo etimologico non voglio offendere nessuno.
E’ solo un fatto di etica. Tutti noi abbiamo un solo dovere nella vita: quello di non essere imbecilli. La parola imbecille viene dal latino Bacalus che significa bastone. L’imbecille è colui che ha bisogno del bastone per camminare, ma l’imbecille di cui vi parlo non zoppica nei piedi ma nell’animo. L’esatto contrario di essere moralmente un imbecille è avere una Coscienza. E la Coscienza è conquista di uomini liberi perché non cade dal cielo né si vince alla lotteria.
E citando un bellissimo libro per ragazzi di Fernando Savater, regalatomi da te, da Max Stefani, posso dire che non è imbecille chi:
a) è consapevole che una cosa non vale l’altra, dal momento che vogliamo vivere BENE, umanamente bene;
b) chi è disposto a stabilire sempre se quello che fa è quello che veramente vuole oppure non lo è;
c)chi sviluppa con la pratica un “gusto morale” in modo che certe cose provochino una repulsione spontanea, uno non fa certe cose perché farle gli provoca una sensazione di schifo;
d) chi rinuncia ad avere alibi che nascondono il fatto che è libero e dunque responsabile delle conseguenze dei suoi atti ed è per la Coscienza, grazie alla conquista di essa che oggi posso dire “sono Comunista!”.
Imbecilli da un lato e la Coscienza dall’altro. Il Denaro da un lato e L’Eternità dall’altro. La canzone politica da un lato e dall’altro la “lagna” o meglio una sorta di “FICHETTUME LAGNOSO”, “le canzoni che ti fanno sentire un buono a nulla, che io odio” dall’altro. Come in un vecchio Western, all’italiana !
Profetizzo per i protagonisti vecchi e nuovi della canzone politica tempi molto duri: avanzare, dare l’assalto, saltar su dalla trincea…senza che ci sia nessuno a coprire le spalle. Dare l’assalto, comunque. Ora, Qui, io e te! Alziamoci, è l’alba, è tempo di riprendere il Cammino…
Ma sull’Imbecille e la situazione politica della sinistra italiana vorrei tornare…
ENRICO DEREGIBUS [Giornalista nonché operatore culturale nel settore musicale]
È l’autore della biografia di Francesco De Gregori ‘Quello che non so, lo so cantare’ ed è ideatore e curatore del ‘Dizionario completo della canzone italiana’. Collabora con diverse testate ed è stato a lungo vicedirettore della rivista ‘L’Isola che non c’era’. È direttore artistico o consulente di numerose manifestazioni di carattere musicale, dal Meeting Etichette Indipendenti al ‘Premio Giorgio Lo Cascio’, dall”Isola in collina’ di Ricaldone allo ‘Spazioincontri’ di Sanremoff .
Enrico: “Vi ritenete coerenti? Se sì, alla luce del vostro ormai lungo percorso artistico, che è cambiato come siete cambiati voi, che cos’è la coerenza?”
Marino Severini: Per rispondere a questa domanda da “un milione di dollari” occorre riempire il bicchiere vuoto del senso e del significato di questa parola. E tentare di riempirlo col vino più buono che è una festa del sangue, non dell’anima, ma del sangue!
Coerenza è coesione, cioé equilibrio di elementi, direi ricerca di Armonia con se stessi e con gli altri. Un Viatico! Si cresce per diventare migliori per migliorarsi, non c’è altro verso o direzione.
E allora si aspira, come Sinacide nel Vecchio Testamento, ad essere, a divenire non solo passionali, a vedere col cuore, oppure ad essere soltanto scientifici e soggiogare tutto al controllo della mente ma ad un equilibrio, ad una coerenza fra due estremi, cioé ad una intelligenza del cuore, alla “saggezza”. La coerenza è quindi una pratica per raggiungere la saggezza. Questo per rispondere a chi ci chiederà il senso di una vita .La coerenza applicata ad una storia, in particolare a quella di un gruppo musicale come i Gang, che immagino sia il senso della domanda, è molto semplice.
Bisognerebbe però specificare cos’è per me L’Appartenenza e l’Identità. Per me e per una società in cambiamento. Altrimenti la discussione si risolverebbe in maniera semplicistica, come dire chi è bravo e onesto è coerente e chi è stupido e carogna non lo è….
Per me l’Appartenenza è la prima condizione per essere degli uomini liberi.
Appartenere è imparare a dire “Grazie!” a chi? alla propria famiglia, al proprio gruppo di amici, ai propri maestri…ristabilire così una sorta di legami attraverso i quali si riforma una socialità e si ha un’idea di società più ampia con la quale relazionarsi.
Fare parte. Oggi quei meccanismi che storicamente hanno fornito identificazione e identità come famiglia, paese, partito, fede religiosa, classe sociale, sono crollati o entrati in crisi.
Per dirla con Melucci in “Passaggio d’epoca” l’identità dipende oggi dalle nostre scelte, da quello che vogliamo e possiamo essere, ma non possiamo pensare alla scelta come un atto assuluto e indeterminato. Ogni nostro scegliere è sempre condizionato, avviene all’interno di vincoli e legami, che sono quelli della nostra storia, delle nostre condizioni sociali, personali , familiari all’interno delle quali si aprono delle possibilità. E l’equilibrio dipende proprio dalla scelta fra le possibilità e i limiti. Siamo limite e soglia contemporaneamente. Coltivare l’idea che si può sempre provare poi si vedrà è un modo per non vivere per sottrarsi alla scelta. In questo caso la scelta diventa maschera.
Un tempo il gruppo intorno all’individuo forniva delle risposte già elaborate alla domanda sull’identità. Erano gli altri a dire a ciascuno chi era e che cosa poteva aspettarsi. Lo sviluppo dell’epoca moderna ha prodotto un progressivo affrancamento dell’individuo dal gruppo allargando lo spazio dell’autonomia e della realizzazione individuale. Ha fatto cadere i confini fra gruppi, territori e culture trasformando il mondo in pianeta globale. La nostra condizione oggi è quella di chi fa fatica a trovare risposte già date perché i grandi serbatoi che le fornivano, come patria, famiglia, religione, partito, classe, si sono indeboliti o addirittura sono scomparsi. Rispondere alla domanda “chi sono io?”oggi diventa difficile, la risposta da un lato non dipende da quello che dicono gli altri come tradizione o famiglia, ecc, ecc, ma dalla nostra capacità di realizzare qualcosa per noi stessi e dall’altro non possiamo rispondere solo individualmente perché ormai è diventato impossibile separare la nostra identità dall’appartenenza alla specie e all’ecosistema. Agendo o rifiutando di agire esercitando la nostra autonomia o restando passivi, decidiamo di fatto il destino del mondo. Da questo punto di vista posso dire che siamo stati sempre coerenti. Coerenti alla filosofia del Pungere e Volteggiare! o come in “Se Mi Guardi Vedi”
…”ho giocato ai Fiori / fra silenzi e spari / ma non ho tradito Mai “…
Siamo stati coerenti quando abbiamo firmato con una casa discografica come la CGD perché era un modo per crescere e trovare le condizioni per realizzare dei progetti che potessero far avanzare una scena musicale e culturale e politica ferma e paralizzata, siamo stati coerenti quando abbiamo lasciato tali territori ormai governati da multinazionali e da sistemi di produzione che annientavano le nostre consapevolezze e i nostri valori facendo diventare merce quella che per noi era cultura.
Siamo coerenti ora ad un progetto di organicità rispetto ad una realtà culturale che lentamente cerca di ricostruire un Ordine Nuovo rispetto allo strapotere dei padroni della musica e dei loro vassalli e valvassori e valvassini .Coerenti per continuare a condividere una “Armonia” con se stessi e gli altri e mantenerci in equilibrio come dei funamboli sulla corda tesa fra ciò che è stato e ciò che sarà.
Alessio Lega [Cantautore]
Ha iniziato a scrivere canzoni nel 1985 esordendo in pubblico come cantautore nel 1988. Trasferitosi a Milano, comincia nel 1997 un’ininterrotta attività concertistica che lo porterà a calcare i palchi delle feste di piazza, delle biblioteche, dei centri sociali e dei circoli culturali di tutta Italia. Anarchico dichiarato, Alessio Lega compone canzoni “politiche” e d’amore che nei concerti alterna a pezzi di famosi cantautori francesi come Leo Ferré e Jacques Brel. Proprio il binomio tra amore e politica gli è valso, nel 2004 la Targa Tenco come miglior opera prima per l’album Resistenza e amore realizzato assieme ai Mariposa. È anche il primo cantante a partecipare nel 2006 all’iniziativa del sito Bielle “Libera musica in libero stato” mettendo “Resistenza e amore” in libero download su internet. Molti dei suoi brani sono ascoltabili e scaricabili dal suo sito. E’ inoltre uno dei collaboratori della rivista musicale Musica leggera.
Alessio: I Gang sono stati protagonisti di una saldatura della dicotomia memoria/futuro, fondendo anche a livello sonoro, musica popolare e rock, memoria condivisa e storie contemporanee.
Vorrei che mi parlassi di questo anche da un punto di vista musicale, come si fa ad usare la memoria come uno strumento per cambiare il presente ?
Marino Severini: Anni fa anche durante i nostri concerti ricordavo spesso a proposito della Memoria le parole di Leo De Berardinis : “la Memoria è come un grande Vaso dove noi possiamo gettare tanti semi che sono i nostri sentimenti, le nostre sensazioni, le nostre emozioni, i nostri ricordi, e chissà che da questi semi se ben innaffiati e concimati e curati non possa nascere un modo nuovo di fare la Storia, per tornare a “Fare la Storia”…non sono magari le parole esatte ma la sostanza è questa. E’ compito comunque nostro in quanto “cantori” di suscitare un sentimento, una “commozione” rispetto alla memoria, non basta citare….Fare la Memoria significa fare vivere continuamente quel sentimento che ci ricorda un’appartenenza un’identità un cammino che abbiamo fatto …è un collegamento con ..l’Eternità. Sono convinto che sia questa l’essenza della Cultura Popolare! Far vivere questo sentimento è fare la Rivoluzione. Come diceva Pasolini “la Rivoluzione non è che un Sentimento!!!” ….e il senso di Rivoluzione mio e’ più vicino all’etimo della parola, come del resto veniva usata da Skakespeare, dove “Revolution” ha il senso di rivoluzione stellare e di movimento ciclico, quindi destinato a ripetersi.
Ma a te che sei uno che ha il fiore della Parola mi permetto di rispondere con scienza e non con retorica, con metodo e non con semplice esercizio. Mi faccio aiutare per questo da Franco Ferrucci e da un suo divertente e saggio libricino che si intitola “Ars poetica”.
Vorrei prenderla un pò alla larga e partire da una constatazione più generale e cioé che l’artista è anzitutto un creatore di modelli. Prendiamo ad esempio l’ipotesi di Copernico che non è “artista” ma…..
Per sua stessa ammissione lui voleva tornare alle teorie di alcuni astronomi greci secondo i quali la Terra girava attorno al Sole, quindi il suo intento era lodevolmente reazionario (tornare indietro era un titolo di merito culturale allora, l’opposto di quanto accade oggi). Il caso di Copernico mostra assai bene quale tipo di rapporti intercorrano fra una personalità creativa e la tradizione che si trova alle spalle. Il modo migliore per superarla è quello di contrapporle un lato oscuro o dimenticato, ma vitale, della tradizione stessa. E’ il famoso RITORNO!
L’elaborazione della teoria è tutta copernicana e l’ipotesi di Copernico cessò di essere “reazionaria” e nessuno la sentì più come tale e infatti la tendenza della cultura ufficiale fu quella di condannarla. Creare un modello significa: io costruisco qualcosa che ha il carattere di una proposta su come guardare anzi vedere il mondo. Senza una tradizione alle spalle la stessa cognizione di originalità verrebbe a mancare. Proust dice bene quando parla della diversa visione che ogni artista mette a disposizione del pubblico ma nessuna di esse forma un’innovazione totale rispetto alla precedente altrimenti la distruggerebbe. Quanto all’innovazione artistica questa in termini evolutivi non segue mai una linea retta, anzi …E’ retta o curva la linea che unisce Bach a Stravinskij? O Dante a Joyce, la scultura africana a Picasso, il rito primitivo al teatro d’avanguardia, o in Italia per esempio, Ungaretti ai poeti cinesi, Montale a Leopardi? Avviene che l’opera d’arte si sottrae alla storia circostante dopo essersene nutrita per riconquistare una sua autonomia rispetto ai modelli precedenti. Tutto va avanti per l’arte in genere rispettando soprattutto i nostri bisogni e i nostri desideri di sopravvivenza, seguendo orbite che seguono altre orbite. Nel mio caso ti posso confessare che in quello che faccio non mi sono mai sentito “libero” ma come uno che sa benissimo di essere usato e usare, il mio è solo il miraggio di un attimo di libertà come il percorso della cometa… scartando di lato… si va fino alla fine.
Ci tenevo a sottolineare il contesto, il territorio culturale e i suoi presupposti per poter meglio dire del metodo usato da sempre quello del costruttore di ponti anche fra passato e futuro.
Filippo Andreani [ Musicista]
E’ nato a Como nel 1977, il 29 ottobre. E’ avvocato ma non esercita la professione perche’ farebbe la fine del medico di Spoon River. Oltre che da solo suona dal 1993 con un gruppo di amici (Atarassia Grop). Con loro ha fatto centinaia di concerti in Italia e in Europa, scoprendo volentieri le tradizioni enogastronomiche di ciascun luogo. Nel 2010 ha realizzato un cd contenente tredici canzoni “La Storia Sbagliata “, di rara bellezza.
Domanda n.1-Scrivi canzoni dal tempo in cui si voleva dare l’assalto al cielo. Oggi che si vive in un’eterna “domenica delle salme “, dentro ad una “mediocrissima “(so che non è italiano ma rende bene l’idea )”pace terrificante “, perche’ , o meglio , “per chi “continuare a fare certi dischi ? Sei un Suonatore Jones, che non si cura di nulla che non sia la sua musica, o hai ancora fiducia che il tuo prossimo dia acqua al seme della Speranza ?
Domanda n.2 – quando mi chiesero quali brani dei Clash avrei voluto suonare al tributo italiano a Joe Strummer, io risposi “Bandito senza Tempo “ e “Vorrei “. La prima perche’ parla (anche ) di lui, la seconda perche’ c’è poco altro da dire : tutti lo vorremmo indietro, “per un istante almeno “. Se un giorno si facesse un tributo ai Gang (non postumo,ovviamente ! ) quali brani del “grande poeta del rock’n’roll ti piacerebbe sentirti tributare ?
Domanda n.3 – “Il Seme e La Speranza “e’ un disco perfetto. Giudico i dischi dal numero di giri di filo spinato che le sue canzoni mi cingono attorno al cuore. Ne “Il Seme e La Speranza “ c’è un giro per canzone, ovvero la perfezione. Dischi di questo genere – a mio avviso – si scrivono solo quando ci si trova in uno “stato di grazia “. Com’era l’atmosfera che respiravi durante la sua stesura ?
Risposta n.1- Ti confesso che facendo il mio “lavoro “ non mi sono mai sentito per un solo istante in una “domenica delle salme “. Perche’ il mio lavoro consiste da sempre nel “viaggiare , quindi incontrare , conoscere , imparare il “Popolo Mio “, quello che “lavora per il Pane “ e vado incontro a lui la’ dove egli Canta !!!! Questo per trovare sempre quell’equilibrio quell’armonia fra l’utilita’ e la Bellezza per dirla con Père Foucauld :” La vita e’ nascere, la bellezza e’ essere. Nascere sempre, essere sempre e’ cio’ che ci e’chiesto “ Come Maggiani ci ricorda in quel bellissimo libro “Il viaggiatore notturno “..père Foucauld ha lasciato scritto che non esiste il superfluo nella bellezza, e che un uomo puo’ credere con tale intensita’ da apparire irreale , e nonostante questo egli è piu’ che mai utile e bello. E’ un’utile bellezza credere in qualcosa con la dovuta tenacia . Consiste in questo il servire , l’essere utile. Dal popolo mio non ho in cambio speranza soltanto ma quella “cosa” senza la quale non si puo’ diventare anzi non si puo’ essere liberi , cioe’ l’appartenenza, l’identita’ che non è una “cosa “data o fissa o immobile ma che cambia , che cammina con me.
Questo significa stare sulla Riva giusta, da una parte per sentirsi parte , appartenente, significa per dirla con Gramsci essere organici ad un popolo ,quello dei vinti , degli ultimi, dei miti , di coloro che erediteranno la Terra perche’ cosi’ è cosi’ sia cosi’ sara’. Da questo punto di vista considero il mio lavoro una Cammino o meglio la mia “educazione sentimentale “e tutto il Canzoniere dei Gang non è altro che una maniera per impare a dire GRAZIE! Quindi per dare inizio nuovamente a quel ciclo dell’umanita’ in cui prevale il mito del Dovere, Kolakowski ha scritto che due grandi miti attraversano ciclicamente l’umanita’Il mito dei diritti e il mito dei doveri . Il primo corrisponde alle societa’ rampanti in cui ciascuno pensa di essere in credito verso il mondo (il mito dei predatori ), nel secondo i debitori pensano che la loro esistenza dipenda da “altri “, dai genitori che li hanno generati , dagli amici che li hanno sostenuti , dai maestri che ha insegnato loro qualche cosa di importante.. Il mito dei debitori e’ fonte del legame sociale: chi pensa di avere un debito sente anche il dovere di restituire, il legame garantisce la reciprocita’.
Risposta n.2 – “I fought tha Law “. Non è una canzone scritta da Strummer ma che è passata attraverso di lui per arrivare fino ame , a noi. Sta qui tutto il senso della mia cultura . Farsi passaggio , e farsi attraversare per far arrivare. Farsi Ponti !!!!!.Questa e’ stata la grande forza e unicita’ di Strummer. Il grande poeta D.H. Lawrence scriveva “Non io ma il Vento che soffia attraverso di me “ E’ quel Vento che conta , che contiene la Risposta a tutte le domande , tanto per chiamare a raccolta anche Dylan…
Da Strummer ho imparato soprattutto una cosa , per me la piu’ importante , cioe’ come diventare una Rock’n’ Roll Star !!!!!! quello che volevo diventare da ragazzino e quello che voglio diventare…So bene che in Italia questo e’ un desiderio impronunciabile perche’ vietato e soffocato da una coltre di catto-comunismo (????? ) che rende incomprensibile tale concetto .Oppure oggi e’deviato e reso ridicolo, sbeffeggiato da quei mascheroni proposti e sponsorizzati da Mtv. Ma non è cosi’ per il Rock’n’ Roll , la piu’ grande e importante cultura popolare del 900, e anche la piu’ grande Rivoluzione del 900 insieme a quella dei soviet e della teologia della liberazione.
Dopo Strummer non potevi piu’ diventare una R’n’R star come Elvis o Dylan o Lennon ,ma la cosa veramente importante era diventarlo insieme alla tua gente , altrimenti non valeva piu’ la pena, non c’era piu’ Gusto !…significava e per la prima volta che per essere una R’n’R bisognava avere , possedere e trasmettere Coscienza, Consapevolezza., la vera unica e grande conquista insieme alla dignita’ di tutto il movimento proletario internazionalista. Un grande balzo in avanti per quella figura e mitologia del Ribelle , del Bandito, del Fuorilegge , quindi del Messia !
Risposta n.3 – Grazia e …concentrazione ! , le doti indispensabili di un danzatore ma anche di un guerriero.
La Grazia implica un’esperienza mistica, magari allargata a contatti con una dimensione materiale basata non solo su teologie rivolte alla societa’ ma anche a quelle scoperte circa una sensualita’ dell’esperienza umana. Come scriveva Sant’Agostino “Cosa e’ che brilla di gioia dentro di me e colpisce il mio cuore senza ferirlo ? Sono insieme una fiamma e un brivido . Una fiamma verso quanto è piu’ dissimile, un brivido verso cio’ che mi somiglia”.
Questo penso sia lo stato di “grazia “ a cui fai riferimento e che riguarda la realizzazione de Il Seme e La Speranza.. ritengo ancora oggi questo lavoro come uno dei piu’ belli ai quali ho lavorato quindi anche uno dei piu’ utili. Possiede il “ Sentimento del Tempo “ed e’ quindi profetico, dal momento che la profezia e’ composta da Parola e Visione . La prima scuote , la seconda squarcia.. La profezia come scive Mario Tronti non pre-dice, ne’ pre-vede. Il profeta non vede il futuro, vede il presente e nel presente vede quello che altri non vedono e dice del presente quello che che gli altri non vogliono ascoltare. Deve far vedere , deve far ascoltare. A volte e’ necessario il grido nella folla , a volte e’ necessario parlare nel deserto.”Ecco:io metto le mie parole nella tua bocca” dice il Signore a Geremia. La profezia e’ pensiero forte. Molte volte si fa anche Canzone! E per quello occorre Grazia e ..concentrazione.Ma la Perfezione…per usare un cliche’ e’ sempre e solo negli occhi di guarda o nelle orecchie di chi ascolta . Io posso rispondere quindi solo con Santayana e cioe’ che “ogni concetto è concepito nella sua ironia “ anche quello di Grazia o di perfezione.
Per riportare tutto solo sulla Terra posso ribadire che “il Seme e la Speranza” è uno dei lavori meglio riusciti rispetto allo sforzo e all’obiettivo che mi sono sempre dato in tutti i lavori con i Gang che è sempre quello di far incontrare di riunire e di fondere le tre grandi tradizioni di questo paese che sono La tradizione cristiana , quella socialista e comunista di Gramsci e quella della minoranza. Come dire : Balducci,, Ciotti, Zanotelli, Turoldo , Gramsci , Tronti, Pasolini, Pazienza……E Il Lavoro per il Pane” (contenuta nel disco in questione ) ispirata ad una frase di Gandhi penso sia una delle piu’ belle cose che sono riuscito a tradurre dalla realta’.
In questo lavoro il “bandito “ come profeta ,come colui che e’ capace di profezia veste i panni della fam Mazzarini vittima di una strage nazifascista dimenticata perche’solidale con i partigiani marchigiani , di Chico Mendes, di Victor Jara , di Maria Cavatassi sindacalista che ha costruito il sindacato dei contadini e combattuto contro la mezzadria, dei Flli Cervi, del comandante Marcos il piu’ grande Comunicatore vivente….
Il periodo cho respirato durante la stesura che è durata piu’ di tre anni è stato molto “commovente “ perche’ lavorando al disco mi sono ritrovato sempre piu’ immerso in un mondo che era quello della mia infanzia, dell’Imbrecciata , dell’Umanesimo di razza contadina di tante e tante emozioni che tornavano a galla nel mio cuore ed è da quel fiume di sangue che poi ho trovato i il modo per fare le canzoni. La realizzazione poi e’ stata particolare…non abbiamo registrato in uno studio ma ce ne siamo inventato e costruito uno per l’occasione, in un garage. Senza regole , orari , e con molti amici vicino con i quali “giocare “. E’ stato anche ,e questo gia’ lo sapevo , l’ultimo disco che facevamo con Paolo (il nostro batterista ) , vista la malattia grave che gia’ l’aveva colpito e anche questa sensazione ha contribuito a dare uno spirito , un umore particolare al disco….abbiamo sempre e comunque respirato un’aria buona , rilassata , felice , ce li siamo goduti quei giorni cantando e suonando, vivendo come ci piace vivere.,come uccelli che cantano in un bosco, lontani dai…rumori, senza badare alla tempesta che sta per arrivare ,da lontano.
DIEGO BUTKOVIC BUCCONI ["Agitatore" della Mailing List Gang]
(Giambellino, 1970): Giovine colletto bianco slavo-springsteeniano, ma per alcuni afro-ganghista. Clandestino di internet con il nome di battaglia “Dievel” segue da sempre la nobile causa dei fratelli Severini. Con l’aumento del girovita, ha messo su famiglia e ha iniziato a dedicarsi all’orticoltura urbana non disdegnando di scendere il piazza per sostenere la band di Filottrano ogni qual volta se ne richieda la presenza. Sogna prima di invecchiare di aprire uno stabilimento per nudisti alla Darsena.
Diego: Così come il cantastorie Woody Guthrie nelle sue canzoni amava raccontare storie di uomini e donne del suo tempo, cosi’ vedo voi che in ogni disco amate raccontare storie del passato riguardanti persone o fatti. In ogni vostro lavoro, a partire da “Una Volta per Sempre”, c’è sempre stata una canzone o piu’ canzoni sulla Resistenza, sia in forma di metafora sia in forma di ronistoria.
Anche nel vostro prossimo progetto ci saranno delle canzoni che narreranno delle “storie”, canzoni che come “La pianura dei 7 fratelli” sapranno entrare a tutti gli effetti nel Nuovo Canzoniere italiano, canzoni che tutti potranno far proprie?
Marino Severini: Come Guthrie che cantava storie legate a fatti e personaggi del “passato” vedi Jesse James, Jesus Christ, Belle star ecc ecc e storie a lui contemporanee o quasi, così abbiamo sempre fatto anche noi.
Ilaria Alpi , Pio La Torre, Johnny lo zingaro, Puglisi, La Banda Bassotti,ecc ecc sono storie a noi contemporanee e anche quelle del passato come Via Italia o La Pianura dei 7 fratelli (dedicata ai Flli Cervi ) sono storie che hanno una loro contemporaneita’ nel senso che molte di esse chiedono ancora giustizia, verita’e comunque servono, hanno ancora un’utilita’ visto che rispondono al bisogno di riaffermare la Strada fatta, il Cammino! Quindi risolvono un problema di Identita’ e appartenenza. Poi sono tutte storie e canzoni popolari di conseguenza hanno la caratteristica di voler essere e restare eterne ! essendo Storie cantate poi fanno una storia diversa da quella dei vincitori, ne danno un’altra versione ed è quella che “cantando nel tempo ed oltre” riescono poi a tramandare di generazione in generazione, di stagione in stagione, la storia dei Vinti e Invincibili! Una costola di questo è il fenomeno dei “cantacronache”, dei giornali , cantati, del cosiddetto agit-prop…e con quel tipo di esperienza storica ci siamo anche noi confrontati, ma in parte.
Per quello che riguarda le canzoni ispirate alla Resistenza, c’è un disco “La Rossa Primavera” che dobbiamo ancora mixare e che uscira’ per i primi mesi del 2011 in cui rielaboriamo o rivisitiamo molte canzoni di altri autori che hanno a che fare con la Resistenza ! Canzoni come Fischia il Vento o La Brigata Garibaldi o Pieta’ l’è morta, quindi dei Tradizionali insieme a canzoni di Lolli, Guccini, Priviero, Yo Yo Mundi, Stormy six,e le nostre. “Sangue e Cenere” un disco di inediti che faro’ di tutto perche’ sia realizzato entro il prossimo anno ,prevede due canzoni ispirate alla Resistenza, una canta le Barricate di Parma e gli Arditi del Popolo , l’altra è dedicata a Wilfredo Caimmi e a quelli dell’Ottavo KM, una brigata partigiana anconetana. Tutte queste canzoni come le altre aspirano ad entrare nel Canzoniere che tu dici caro Diego, ma questo non dipende da me …ma da chi le ascoltera’ e decidera’ poi se ricantarle, rivisitarle , portale in giro per il paese, resuscitarle insomma. Io lo spero ma per ora a me spetta solo il compito di inserirle nel Canzoniere dei Gang Ti confesso che quando ascolto le tante versioni de “La Pianura dei 7 Fratelli” o di “Sesto San Giovanni” o di “Comandante” ma anche di “Socialdemocrazia”, “La corte dei Miracoli” per non parlare di “Kowalsky” o di “Oltre” …mi commuovo perche’ e’ la soddisfazione piu’ grande che posso avere avendole scritte per primo ed oggi vederle crescere attraverso altri “cuori” mi ricorda che queste canzoni avranno altre strade e molte di queste andranno Oltre la mia chitarra e la mia voce…perche’l’aspirazione piu’ alta per una canzone popolare e’, come ti dicevo, il fatto che possa essere condivisa e poter cosi’ attraversare i tempi e le stagioni, andare Oltre!
Diego: Nel 2002 avete fatto circolare clandestinamente un brano dal titolo “All’ultimo sangue” per voi musicalmente molto anomalo. Un brano composto da campionamenti musicali a fare da sottofondo ad un recitato molto sentito e profondo. In questo brano si sentivano campionate molte delle vostre influenze ed è un peccato che , per motivi legali, non abbia potuto circolare in forma ufficiale.
Alla luce di recenti apprezzamenti discografici di gruppi come gli Offlaga Disco Pax dove il cantante declama un testo su un’inedita base musicale, il vostro è stato un esperimento unico e casuale oppure nel corso del tempo avete fatto altri esperimenti di questo tipo ? Insomma esistono degli inediti rinchiusi in qualche cassetto ? Ci saranno mai in futuro altri “esperimenti” di questo genere ?
Marino Severini: Gia’ in passato delle parentesi di questo tipo erano affiorate come Esilio o Il Buco del Diavolo, cioe’ dei testi recitati su una base musicale. Molti di questi sono finiti in cd di gruppi “amici” come Malavida , Ratoblanco , Atarassia grop, Spanish Johnny,Legittimo Brigantaggio,Federico Braschi ecc ecc… “All’ultimo Sangue” ha la caratteristica che le musiche sono frutto di campionamenti. Un’esperienza che va assolutamente ripetuta, e magari realizzata attraverso un cd con almeno 9 testi recitati su basi musicali frutto di strati di campionamenti riassemblati. Una cosa fra Vampire Rodens e i Last Poets o Eno- Byrne e gli ODP e Massimo Volume senza perdere di vista Fat Boy Slim…insomma un gran CAOS!!!!!
Dovrei solo chiudermi per settimane nella “stanza dei bottoni” del mio amico Simone Cicconi esperto in colonne sonore per videogiochi , quindi cultore del chiptune e della Micromusic. In teoria sarebbe come ricreare un Magic Suond Pool , un altro archivio ma con parti suonate da musicisti particolari e precisi , non un citazionismo postmoderno ma un incontro oltre il tempo e lo spazio fra le tribu’ e i suoi sciamani che la tecnologia oggi permette.….Magari un inverno dei prossimi. Ho gia’ provata tutta la lista dei frammenti da campionare e ho a disposizione una ventina di testi …bisognerebbe prendere una decisione radicale al riguardo . Ma si fara’, tempo al Tempo !
Diego: Da anni si sente parlare dell’uscita imminente del disco di cover “Calibro 77″. Nel tempo indiscrezioni ne sono uscite e qualche titolo era stato anche da voi rivelato. Purtroppo alcune delle intuizioni e idee che avevate avuto sono state realizzate da altri. Penso all’ottima versione di “Gioia e Rivoluzione” degli Area proposta dagli Afterhouse per la colonna sonora del film di Guido Chiesa “Lavorare con Lentezza”. Oppure all’idea di fare una cover di Rino Gaetano in un periodo in cui Rino non era ancora stato “riscoperto”. Ora una sua cover , pur se apprezzata , risulterebbe a mio avviso scontata….oppure il disco di Luca Carboni “Musiche Ribelli” in cui rivisita molte canzoni degli anni 70. Alla luce delle nuove tecniche promozionali del mercato discografico che permettono di divulgare piu’ facilmente un prodotto rispetto a quando l’idea di Calibro 77 è nata, avete piu’ ripreso in mano il progetto ? Noi fans avremo mai la possibilita’ di ascoltare questo “ghost album”?
Marino Severini: Le intuizioni , le motivazioni e le..Tentazioni di Calibro 77 sono molto diverse e lontane dalle operazioni discografiche che hai accennato. Quindi secondo me non si tratta di chi arriva prima e chi dopo ma soltanto di fare sempre un lavoro a “propria immagine e somiglianza”. L’iter di questo progetto e’ stato abbastanza tormentato perche’ avevamo provato tutte e 20 le canzoni con Paolo , il nostro batterista ed eravamo quasi pronti per registrare ..poi la sua malattia e la conseguente scomparsa ci hanno fatto rimandare il progetto.
Ma io faro’ di tutto perche’ si possa riprendere e realizzare perche’ ci sono dentro delle versioni che a me piacciono molto e sono sicuro che potra’ essere uno di quei dischi che fara’ ritrovare diverse generazioni. Accanto a canzoni piu’ note ce ne sono alcune del tutto dimenticate e questa riscoperta sicuramente fara’ piacere a molti, almeno della mia generazione. Vorrei soltanto rivisitare quelle canzoni che io ma anche Sandro suonavamo nel 1977, come dire alcune canzoni che fanno indirettamente le radici dei Gang, parlo di canzoni italiane naturalmente. La tentazione è quella che una volta messe insieme e ripassate attraverso le lingue dei Gang queste canzoni possano fornire un affresco di quell’anno e di quella stagione inedito , molto diverso dai cosiddetti “anni di piombo”. Lo stesso titolo ironizza su questo fatto.
Vorrei fare almeno un disco di cover all’anno, cosi’ per il 2012 lo metto fra i propositi..ti fidi Diego ?
Di cose nel cassetto ce ne sono tante e tante ancora..
Figurati che per quando andro’ in pensione ( tanto non me la daranno mai ..) e’ da tanto tempo che penso a due “opere” una sulla Sibilla e un’altra sulla vita di Davide Lazzaretti…poi ci sono a breve anche due libri : “Banditi senza Tempo n. 2″ e un libro fatto da 12 storie per raccontare i quasi 30 anni sulle Strade con la ..Gang !
ma vorrei dare la precedenza dall’inizio dell’anno prossimo a “Sangue e Cenere” un disco di inediti che i Gang non fanno da 10 anni, mi sembra sia ora scossa , come si dice da noi.. E per questo lavoro non vorrei proprio nessunissima “distrazione”.
Ps. Diego non t’offendere ma a proposito de “Alla luce delle nuove tecniche promozionali del mercato discografico che permettono di divulgare piu’ facilmente un prodotto …” te sai bene che da tanti anni io .me ne sbatto altamente i coglioni !!!!!
Quanto ai progetti , dischi nuovi , libri ec ecc di cui mi chiedi ..tieni conto Diego che è un po’ come il mio e il tuo orto; so bene che è una tua grande passione…ogni anno aggiungi qualche ortaggio nuovo , per altri apprendi che non è il caso di insistere ,alcuni crescono bene altri no , alcuni trovano clima e terra favorevoli altri hanno bisogno di maggiori attenzioni e cure varie,insomma nonostante tutto il lavoro su questa terra occorre anche che la stagione sia favorevole perche’ si abbia un buon raccolto. Buon Lavoro Diego e Buona Fortuna!
- – - – - La prossima settimana proseguirà l’intervista con il prossimo “ospite” – - – - -