“Calibro 77″ – Diario di bordo

Fare un disco di cover come “Calibro 77″ ci voleva…

Fare un disco di cover come “Calibro 77″ ci voleva.
Potevamo incidere una o due cover di queste canzoni e inserirle in vari dischi di inediti, ma non sarebbe stata la stessa cosa. Mettere tutte queste in un solo disco vuole essere anche un’operazione di rivitalizzazione della Memoria.
Come facemmo con La Rossa Primavera per quello che riguardava la Resistenza e le canzoni ispirate ad essa.
Con quel disco il “messaggio nella bottiglia” che volevo dare era in sostanza il fatto che più generazioni si erano confrontate con quelle storie, con quell’epica, usando linguaggi e stili diversi e tutto ciò per tener vivo il Sentimento della Memoria della Resistenza.
Più generazioni attraverso i suoi cantori si fecero carico di ciò.
Con Calibro 77 la cosa che più mi interessa è dimostrare o meglio ricordare come in un momento particolare e storico del nostro Cammino, della Nostra identità, le canzoni abbiano svolto un compito importante dal punto di vista culturale.
Queste canzoni sono state organiche a quel Movimento, sono state espressione di esso e delle proprie Culture, quelle che allora riuscivano a convivere fra loro come in una sorta di Nuovo Umanesimo. Fuori dal “Pensiero Unico” erano molti i linguaggi, gli immaginari e diversi erano gli Stili e tutti riuscivano a convogliare e a convivere nella Canzone!
Credo che le canzoni siano la dimostrazione tangibile di questo carattere e unicità del Movimento, di quel Proletariato Giovanile che si affacciò sulla Storia di questo paese per qualche anno, ma che lasciò una traccia profonda del proprio Passaggio, una stagione, un’altra ancora, di un altro Umanesimo.
E tutto ciò perché quella Generazione fosse Cantata, e restasse oltre il Tempo e la Storia.
Così è e così sia.
Così Sarà!
E a proposito di cover, questa la incidemmo per tener viva la memoria di Uno di Noi: Augusto Daolio.
Anche per questa versione i Nomadi ci conferirono il Premio Augusto Daolio nel 1994…
Marino

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Fine della quinta settimana!

marinoOggi si conclude un’altra settimana di campagna crowdfunding per “Calibro 77″.
Anche per questo lavoro avremo da inserire parecchi nomi sul libretto dell’album e questo ci rende davvero felici…. questi nomi ormai compongono una vera Comunità, anzi un Villaggio!
Siamo sicuri che con il vostro continuo supporto potremo realizzare un album ancora migliore, quindi continuate a sostenerci!

Ecco l’elenco dei co-produttori (dal 400 al 500) che vogliamo ringraziare oggi:

Leggi tutto…

Stavolta a me pare che stiamo esagerando…

bridgesQuesti due signori che, molti avranno riconosciuto, sono già in studio, al Kitchen Silk Studio di Santa Fe (lo studio di registrazione di Jono Manson) mentre Jono è ancora qui in Italia, ma tornera’ dopo il 25 luglio.
I due che vedete già all’opera sono arrivati con un certo anticipo per ascoltare i nastri e prendere qualche appunto….di “Calibro 77″ è chiaro!
Vi confesso che la cosa un po’ mi preoccupa perché T Bone Burnette è il produttore più pagato al mondo e l’altro, “Il Grande Lebowsky” (Jeff Bridges) s’è pure tagliato la barba e vuol comparire nella copertina del cd e…. insomma anche lui ha il suo “Valore”. Per averli con noi proveremo a recuperare tutte le risorse necessarie ma voi continuate a darci una mano!
Certo che stavolta a me pare che stiamo esagerando…
Marino

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Scopriamo la scaletta di “Calibro 77” #05 – “I reduci” (G. Gaber)

“I reduci” di Giorgio Gaber [il Signor G], pubblicato nel 1976 nell’album “Libertà obbligatoria” descrive la crisi dell’individuo con la sua perdita d’identità, il suo non sapere chi è, il suo bisogno di avere una carta d’identità per riconoscersi e lo segue in tutti gli sforzi che fa per togliersi di dosso questo peso della produzione che lo schiaccia, la sua ricerca di libertà che troppo spesso si rivela non antagonistica al sistema e alla produzione.

“E tutto che sembrava pronto, per fare la rivoluzione…ma era una tua immagine o soltanto una bella intenzione.”

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MARIO TRONTI: UNO DI NOI!

trontiBUON COMPLEANNO MARIO!

Oggi Mario Tronti compie 85 anni!!! E sono qui con voi per un grande e forte Applauso…
Un Abbraccio grande all’uomo che da una Vita continua a guidarci oltre l’orizzonte, verso le terre della libertà dell’emancipazione del riscatto. E quando dico Noi intendo le Culture del Lavoro.
A Mario Tronti devo molto, e non sono l’unico, da quel “Operai e Capitale” del 1964 ad oggi, alla sua nuova Teologia Politica. Mario Tronti è per me il più grande dei Filosofi nati dall’epica del Lavoro, la fonte dove ancora oggi, e più di ieri, non mi stanco mai di bere, di colmare la mia arsura…
Potrei dire molto di Tronti, potrei scrivere pagine e pagine ma non oggi…
Mario Tronti ha saputo costruire con il suo Pensiero come nessuno in questo Paese, una Nazione (per dirla oggi con Maurizio Maggiani…) quella Operaia! …ma mi fermo qui, oggi dico semplicemente GRAZIE e mi inchino alle sue Parole, dette e scritte, alle sue domande (che la filosofia non è che il tempo delle domande…) all’umanità e all’umanesimo che lo fa persona ricca e unica, alla luce che emana ancora oggi e lo fa per me Faro!
E aggiungo in questa circostanza un GRAZIE speciale poiché Mario E’ UNO DI NOI! (si fa per dire…) in quanto partecipa alla realizzazione di “Calibro 77″. E’ un Co-PRODUTTORE!!! Non ci avrei mai creduto eppure è così…
Questo ci fa capire la statura di questo uomo, e rende speciale, con la sua presenza, questa “Cassa Comune”. GRAZIE MARIO, veramente di cuore, non ti dovevi disturbare…e anche se questo giorno Buono ci trova lontani, ti auguro ancora tante e tante stagioni da vivere con la stessa intensità con la quale hai attraversato quelle passate.
Oggi Mario hai ancora una grande forza nelle Ali e riesci a volare dove altri non osano e ci costringi ad alzare lo sguardo in alto ben oltre il tempo dell’esistere…quindi perché il tuo Volo prosegua più a lungo possibile io alzo il bicchiere e intono per te BANDIERA ROSSA! Come facemmo in occasione del tuo ottantesimo anno…e ti ricordo la mia richiesta di sempre “Mario conduci la classe operaia nell’Eternità!!!”, non lasciarla marcire fra questa palude della Storia…Solo tu puoi essere quel traghettatore, non altri…tu che sai qual è la Riva del Dis-Ordine Nuovo!

Con infinita gratitudine e Grande affetto!

Marino