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Tutti in pista con "IL SOGNO DI UNA COSA"

discotecaL’attesa per il nuovo album dei Gang sta causando evidenti segni di ” autodistruzione” fra fan più accaniti. Nottate insonni ad immaginarsi già possessori della tanto sospirata copia fresca di stampa, giornate trascorse ad ascoltare Radio105, nella speranza che passino il nuovo singolo…per  poi sintonizzarsi su Radio Maria, e aggrapparsi ad un “nuovo miracolo marchigiano”… Ma  niente da fare, per ora nessuna data certa su l’uscita de “Il seme e la speranza”. Ed è in questo clima che i fan più accaniti (o forse sarebbe meglio dire “groupies” ;-) ) hanno creato questo brano che, ne siamo certi, ascolterete sicuramente dal prossimo week end “nella vostra discoteca di fiducia”. Buon ascolto!
- Scarica il brano qui -> Il sogno di una cosa  (2,43Mb)

Catzillo

berl_mucchioLa copertina del “Mucchio Selvaggio” di aprile “avrebbe” dovuto riportare un disegno di uno storico personaggio del fumetto italiano.. Il “catzillo” è un fumetto underground, molto famoso negli anni ottanta, che l’autore ha modificato per noi facendolo assomigliare a Berlusconi. Ovviamente legato a un lungo articolo che mette in guardia sul votare “Forza Italia” alle prossime elezioni politiche. Abbiamo usato il verbo “avrebbe” perché il distributore nazionale (Parrini) si è rifiutato di fare uscire il giornale in edicola. Non vuole correre il rischio di denuncie penali. Il giornale verrebbe comunque boicottato da molti distributori locali non di sinistra, il tipografo nicchia, la parconditio, rapporti con il potere etc. etc. Insomma paura. Paura di ritorsioni legali, economiche e magari anche fisiche da parte dell’soggetto raffigurato nel disegno. I mezzi di cui dispone il Cavaliere non consistono solo nei soldi ma anche nel controllo, più o meno diretto, di fette rilevanti di settori strategici nella politica e nell’economia, che siano televisioni, banche, assicurazioni, pubblicità, case di distribuzione di pellicole cinematografiche e, appunto, di giornali. La redazione trova ciò un atto di censura inqualificabile. La satira è un diritto affermato dalla nostra Costituzione (Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. – Art. 21). Se si va con la memoria indietro nel tempo a copertine, molto più feroci e provocanti, di giornali come il “Male”, “Frigidaire” o “Cuore” ci si rende conto di come è peggiorato il rapporto tra la stampa e il potere e di quanto la libertà di espressione sia sempre meno garantita. La censura è sempre stata usata come strumento di repressione e negazione di valori e tematiche scomode. La copertina “censurata” è visibile e scaricabile sul sito www.ilmucchio.it

VENTI PER LUCA – 1986-2006 chi non ha memoria non ha futuro

ventiperlucaE’ uscito un libro con allegato un doppio cd su Luca Rossi dal titolo “Venti per Luca” (per chi non conoscesse la sua storia vi consiglio di andare a vedere il sito: www.luca-rossi.it ).
I Gang partecipano alla compilation con “Il tempo in cui ci si innamora”.

 

SOSTENIAMO IL MUCCHIO

Ciao a tutti,
Scusate questa intrusione ma ci rivolgiamo a voi tutti per una questione “straordinaria”.
Sapete bene che ci affacciamo di rado da questa finestra ma questo caso ha richiesto un nostro intervento urgente.
Veniamo al dunque.
Leggiamo sul n°618 del Mucchio Selvaggio (mese Gennaio 2006, prima pagina) l’accorato appello di Max Stefani affinchè questa rivista divenga più visibile il più visibile possibile…”Abbiamo bisogno di visibilità. Datecela, per favore”
“Il Grande Capo” si rivolge naturalmente a chi frequenta le vetrine o i salotti a chi è in mostra, a chi è visibile, ma in queste sue parole abbiamo colto come non mai un allarme, una situazione grave, una difficoltà vera, non il solito e consueto piagnisteo o lamento.
Checchè ne pensiate del Mucchio della sua linea editoriale, della sua “critica” una cosa è certa: questa rivista con tutte le contraddizioni, i voli pindarici, gli slanci donchisciotteschi, le scelte non sempre condivisibili ecc ecc nel suo spirito guida, nella sua identità è stata sempre ed è tutt’ora da una parte della Barricata: la Nostra.
E allora tocca a tutti noi darci da fare.
Non saremo di sicuro famosi o visibili ma questo non significa che non possiamo dare una mano. Compriamolo il Mucchio,regaliamolo, pubbliciziamolo col nostro passa parola.
Il nostro supporto può essere una briciola o un granello di sabbia ma potremo sempre dire che nel nostro piccolo abbiamo contribuito a far sì che questa Voce, che è nostra, di tutti noi,sia stata salvata da un attacco generale alla cultura,quella verità.
Una verità altra da sempre dissidente nei confronti dei feudatari, dei potenti dei padroni della musica, del governo degli affari…una verità che appartiene alla nostra contro-cultura! Non sentiamo nè vediamo Max da mesi ma questo suo appello ci preoccupa. Noi pubblicizzeremo il Mucchio ai nostri concerti e invitiamo tutte quelle band che sono state ospitate sul Mucchio a fare altrettanto sopratutto quelle più “in vista”
I siti “Gang” è bene che intervengano a modo loro sulla questione ma tutti voi potete fare molto perchè questa “voce” possa continuare a vivere.Noi ci contiamo.
Se non fosse stato per il Mucchio noi Gang non avremmo neanche mosso i primi passi e ci teniamo a ricordare che sempre, ogni volta che siamo stati snobbati dai”quaquaraquà” del rock italiano o attaccati dalle”troie di regime” il Mucchio ci ha sempre dato l’opportunità di dire la nostra e di farci visibili e presenti.
Come nessun’altra rivista o giornale ha fatto nei nostri confronti.
Hip hoppers, punk rockers, show stoppers, young ladies, desperados, cosmopolis people…è ora diamoci da fare.

Detto ciò vi diciamo che ci si risentirà a breve tempo circa ” che fine ha fatto l’Unione delle Tribù?” E’ possibile ripartire? e come? e poi sarà la volta di “Che fare o farne di “Rock contro Berlusconi”? più di 40 bande e artisti che cantano contro questo virus maligno che rode e divora tutto il paese; la nuova barricata
Almeno una volta al mese per tutto il 2006 ci faremo vivi anche con una canzone che potrete ascoltare dal sito
Inoltre perchè non segnalate sul sito le cose belle che avete incontrato vedi film, libri,poesie,cd…vecchie e nuovi, ma non quelli che uno trova recensiti e pubblicizzati ovunque.
Fatevi cercatori e non aspettate che le cose belle bussino alla porta… Ci contiamo.
Ve ne segnalo due, tanto per cominciare
Ugo Capezzali “Nient’altro che vento” è il mio poeta preferito
Nando Primerano “Solo fumo è la paura che nasconde il tuo orizzonte” Città del Sole ed.
E’ quanto ma non è tutto, per ora
Un Abbraccio. Clyde Warrior & Jessy Colt

 NOTA: Il sito del Mucchio è raggiungibile all’indirizzo:  www.ilmucchio.it

Auguri di BUON 2006!

Auguri a tutti voi viaggiatori, navigatori, pirati, fuggiaschi, banditi, cercatori…
Auguri a tutti voi chiamati dalla Stella, voi che siete in cammino, in Movimento. Auguri di buon anno nuovo. Con tutto il cuore vi auguriamo un anno sereno, migliore, durante il quale possiate trovare quei grandi tesori verso i quali tutti noi muoviamo: pace e amore.
Un anno sereno anche nella lotta per la dignità, per i diritti, per l’uguaglianza sociale e la giustizia; sereno negli affetti più cari.
Un anno sereno, quindi lontano dai rumori, dal frastuono delle merci, dalla corse per l’approvvigionamento delle scorte che precede il coprifuoco.
Lontano dai rumori di guerra, dalla paura che ci toglie voce e ci fa tutti ostaggi.
Lontano dall’indifferenza, dalla chiusura in sé, dall’ansia di chi divora ma non vive. Un anno sereno nel condividere, nell’offrire di sé il meglio all’altro ed essere pronti a ricevere. Un anno buono per fare le pulizie, per prepararsi alla Primavera, al passaggio di colui che viene. Essere pronti a riceverlo. Apriamo porte e finestre che il Grande Freddo “sta poco” a finire. E che il “messaggero” trovi sempre da voi la tavola imbandita, il profumo dei fiori sul davanzale, una fetta di pane e un bicchiere vuoto pronto ad essere riempito e bevuto insieme. Che trovi sempre un vostro sorriso, una vostra disponibilità alla speranza.
Ecco come vorremmo fosse il nuovo anno per voi e per noi.
Sarà anche l’anno in cui riusciremo ad uscire dalla Palude dove da anni la malaria ci divora.
Lo so che questo avverrà anche attraverso l’alleanza con forze alle quali non daremo di sicuro la spalle o presteremo il fianco…ma uscire dalla Palude è vitale; sulla terra ferma, sul terreno asciutto saremo più agili e più preparati al Movimento. Che ognuno di noi faccia la cosa giusta. Al cuor non si comanda ma è bene che il cuore ascolti il consiglio della mente e che entrambi trovino in ognuno di noi il giusto equilibrio. La saggezza.
Su altri territori potremo e sapremo avanzare, dipende da noi, solo da noi e dalla nostra buona volontà.
Sappiamo tutti e bene che “il governo di centrosinistra” non è meta ma passaggio, è momento, oasi, stazione da cui muovere verso la destinazione di sempre, la Terra Promessa, la Città del Sole, il sogno di una “cosa”, cosmopoli!
Vi auguriamo un anno sereno cioé mite, poiché i miti sono e saranno gli eredi della Terra. Poiché con serenità nei cuori si costruisce (o si Ricostruisce) e non con la rabbia. Perciò Buon Lavoro perché il lavoro sia strumento per costruire pace, dignità, emancipazione, per poter dare ai figli la possibilità della scelta, di un futuro.
E che il lavoro torni ad essere diritto, per tutti, soprattutto per chi, disperato, viene a casa nostra a cercare una possibilità di vita diversa e più umana.
Vogliamo lasciarvi con una “cosa”, con un testo che chiude “Il seme e la speranza” che speriamo possiate ascoltare nei prossimi mesi dell’anno; noi ce la metteremo tutta.
E con queste parole vi salutiamo e vi auguriamo ancora BUON ANNO!
A presto, Sulla Strada.

Clyde Warrior & Jessy Colt

IL LAVORO PER IL PANE

Il popolo mio è qui
dove egli canta
dove il lavoro suo
è per il pane
Per sempre avrà la Primavera
Perché ai cieli lui appartiene
Perché di Terra è fatto
e della Terra fa col Sogno
il suo giardino.

Il popolo mio non ha prigioni
né torri e né confini
perché la sua città di gioia è fatta
di spighe d’oro, di filari d’uva
di olio e miele.

Il popolo mio insorge
nell’ora prima
quando scalzo va sull’erba
che a lui di pace dona
una missione

Il popolo mio il mondo
non affanna
poiché nati dall’amore sono i figli suoi
Poiché cerca con un bacio
la giusta parola
quella che la Terra fa iniziare
là dove le ali si levano
senza far rumore
dove i fiori dicono i loro nomi

Il popolo mio insorge
quando consegna la sera
alla tovaglia bianca
e nell’ora che è della cena
il cuore improvviso gli appare
in mezzo al petto
così sfugge al Tramonto
che cinge l’ultima rosa

E quando il popolo mio sogna
sarà la luna, il cane
sarà il ribelle a custodire
il sentiero, l’argine
la trave del soffitto

Il popolo mio compie le stagioni
e non altri
non chi coi demoni soffiò
vento di sabbia sul raccolto
non chi piantò il chiodo nelle carni
non chi la spina conficcò
nella fronte.
Mite erede della Terra
è il popolo mio.

Il popolo mio è qui
sui campi dove ogni giorno torna
e trova ogni giorno le sue impronte

Il popolo mio offre le sue mani
alle distese di colori
all’alba che trionfa sconfinata
perché dell’Amore la fede lui conserva

Il popolo mio è testimone
della farfalla, della foglia che cade
del violino e della pietra
e del sole che si fa sangue
dell’arcobaleno e del vento che Trema
della luce che esce
da ogni ferita

Il popolo mio è qui
dove egli canta
dove il lavoro suo
è per il pane.