“Perché Fausto e Iaio?” – Diario di bordo, 04.08.2014

Buona settimana a Tutti !

“Fausto e Iaio avevano diciotto anni.
Uccisi come Franco Serrantini, Saverio Saltarelli, Roberto Franceschi, Claudio Varalli, Giannino Zibecchi, Pietro Bruno, Giorgiana Masi, Walter Rossi, Carlo Giuliani.
Oggi conosciamo una verità storica ma non abbiamo ancora giustizia.
Dimenticandoli li uccideremo una volta ancora.” (D. Biacchessi)

E e I 3Oggi è la volta di “PERCHE’ FAUSTO e IAIO?”
Una canzone che alcuni di voi avranno già ascoltato nella versione acustica che io e Sandro abbiamo registrato nel cd “Il Paese della Vergogna”, uno degli spettacoli che abbiamo realizzato con Daniele Biacchessi, cantore del teatro civile di narrazione e compagno di tante strade che abbiamo percorso negli ultimi anni.
Ho voluto riprendere questa canzone in “Sangue e Cenere” per dare al suo testo un’ambientazione e una tonalità più epica, direi più vicina a quei territori dove il rock incontra la Tragedia greca (una cerimonia religiosa con forti valenze sociali).
In questa vicenda le ragioni della Storia ossia del Potere si scontrano con quelle delle storie e queste, come nel caso delle vite di due ragazzi, vengono sacrificate. Così si fa la Storia!
Ed ecco perché dopo anni e anni come per tante storie simili non c’è nessuna verità e nessuna giustizia. Perché il Potere e le sue ragioni di essere ed esistere, pur avvicendandosi e cambiando maschera, resta lo stesso in questo Paese. Il Potere è assassino per sua natura perché sa che resterà impunito.
E noi, purché sconfitti ma non ancora Vinti, non dimentichiamo ma teniamo vive ancora queste storie, le Nostre.
F e I 4Fu il libro di Daniele Biacchessi “Fausto e Iaio” (Baldini Castoldi Dalai 96) e i suoi racconti privati prima della pubblicazione che mi  spinsero  sulle tracce di questa storia. Quella di Biacchessi era una versione dei fatti inedita rispetto a quello che prima della sua inchiesta giornalistica era stato affermato e questo mi colpì molto…
Del resto noi non siamo nuovi a questo genere di canzoni.
“Chi Ha ucciso Ilaria Alpi?” oppure “200 giorni a Palermo” (i giorni di Pio La Torre a Palermo prima del suo assassinio) sono nate da un rapporto di conoscenza e confronto con le inchieste giornalistiche di Michele Gambino pubblicate su Avvenimenti, una rivista “di formazione” diretto da Claudio Fracassi che aveva tra ra i fondatori padre Ernesto Balducci, Lidia Menapace, Elena Gianini Belotti, Callisto Cosulich, Ugo Pirro. Una rivista che Mi Manca e molto! Ci tengo a precisare che questa canzone nello spirito nasce dall’esigenza di un incontro fra le culture popolari e le culture di massa. Un incontro di cui Sandro Portelli con “I giorni Cantati” è e resta un pensiero guida e un punto di riferimento da sempre (come del resto lo è sempre stato per ogni mio progetto con la Banda dei fratelli Severini). Quindi un incontro del genere e che da anni continua a produrre ispirazione e progetto è quello con Biacchessi poiché in lui convivono esperienze di radio e giornalismo, due linguaggi importanti delle culture di massa.
F e I 5Per la storia di Fausto e Iaio quindi vi lascio alla sua voce oltre che ad un estratto dal suo libro “Fausto e Iaio”.
A lunedì prossimo con un’altra canzone e le foto, le notizie riguardanti i musicisti che stanno registrando….a questo proposito vi confido che sono FELICE per come i lavori in studio procedono, sarà un disco veramente Bello (e utile naturalmente) fatto apposta per essere cantato, insieme!

www.danielebiacchessi.it

L’inchiesta sull’omicidio di Fausto e Iaio

PERCHE’ FAUSTO e IAIO?

“Attraversano il ponte
poco dopo il tramonto
Sono i figli promessi alla fine del mondo
Sono solo ragazzi fra la pioggia ed il fuoco
Sono solo ragazzi fra il primo lavoro
e l’ultimo gioco.
Sulla Via del ritorno
il silenzio ora è strano
in una città che ha paura del Vento
e assomiglia a Milano
ma Milano non è”

Savid Berkeley

Questa settimana hanno registrato i Round Mountain, oggi ve li presento come si deve; e quello che vedete nella  foto è SAVID BERKELEY in studio, di lui vi diro’ nelle prossime puntate…

“I Round Mountain, duo di ragazzi di Santa Fe, presentano un singolare spaccato di musica folk che risulta essere a tratti estraneo ed a tratti familiare… Una polverosa miscela di grinta tutta americana, mescolata ad una amalgama mondana di influenze globali. La band di fratelli polistrumentisti ha viaggiato per il mondo assorbendo e metabolizzando pezzi di culture musicali differenti, filtrando il tutto attraverso la propria tonalità “color seppia”, tipica della scena musicale Americana.
Chear e Robby Rothschild hanno scritto canzoni e cantato insieme sin da quando erano bambini, quando ancora canticchiavano sui sedili posteriori della macchina dei genitori. Loro vivono a Santa Fe, nel New Mexico, luogo dove sono cresciuti insieme ai loro familiari, ma i loro orizzonti musicali sono ben più vasti rispetto a quanto si potrebbe immaginare. Essi miscelano elementi di musica contemporanea all’interno delle loro canzoni, donando ad esse sia la familiarità delle tradizioni che l’ecletticità tipica delle novità. Loro stessi sono allo stesso tempo uomini di famiglia e grandi viaggiatori, e le loro performance creano un ponte tra il folk e la musica di tutto il mondo. Loro suonano le loro canzoni utilizzando una miriade di strumenti provenienti da tutto il pianeta, e spesso sono in grado di suonare più strumenti contemporaneamente. I loro arrangiamenti evocano nell’ascoltatore l’emozione della tradizione familiare, indicando chiaramente la strada per raggiungere quella bellezza universale e selvaggia che sono proprie della musica tradizionale veicolata su scala mondiale.
Partendo dalla musica rock della loro prima band (i Lizard House, nel 1990), i fratelli hanno sviluppato la passione per la musica Irlandese, a cui hanno aggiunto quella per la musica Africana, quella tipica degli Appalachi (catena montuosa del nord America), la Afro beat, la musica Turca, Italiana, Balcanica… Durante questa continua ricerca e sperimentazione i fratelli Rothschild si sono accorti che, per raggiungere la tanto ambita autenticità, avrebbero dovuto inziare a comporre in prima persona i loro pezzi… finalmente  queste canzoni hanno inziato ad emergere nel 2000, fino a dar vita al loro primo album pubblicato nel 2004 ed intitolato “Round Mountain”. Il loro secondo album  “Truth and Darkness” (pubblicato nel 2007), il terzo , “Windward” (ottobre 2009), ed il quarto, “The Goat” (luglio 2013), sono stati un susseguirsi di successi, accompagnati da una crescita costante di pubblico ed apprezzamenti provenienti dalla stampa specializzata. Il tutto è sfociato in un memorabile concerto di presentazione dell’album “The Goat”, tenutosi a Santa Fe nel 2007.
I Round Mountain sviluppano il loro legame con gli ascoltatori in varie situazioni, dalla folla dei festival, all’intimità dei concerti nei  luoghi d’arte. Hanno aperto i concerti di icone della musica come Toumani Diabate e Bela Fleck, i Mammals, Sonya Kitchell, così come per il grande innovatore e compositore di musiche tradizionali Irlandesi  Andy Irvine. Loro hanno anche collaborato con Toubab Krewe, Boulder Acoustic Society, VOCO, e Taarka. Hanno inoltre composto le musiche dei film Wisdom of the Dying (2008) e Ride the Divide (2010). Data l’incorporazione della musica tradizionale all’interno delle  loro liriche uniche, i Round Mountain possono contare su una base di fan molto variegata a livello di età e background musicali. Essi hanno sviluppato un ottimo seguito in Colorado sin dal 2005, sulla costa occidentale dal 2007, e nel Nord-Est dal 2009. Robby insegna percussioni e tiene corsi di musica presso l’Università di Arte e Design di Santa Fe, mentre Char ha conseguito il diploma di insegnante di musica nel 2000.
Il fratello maggiore Char Rothschild ha studiato musica fin dall’età di 8 anni, trovando finalmente  la propria vocalità mentre viaggiava dall’ Egitto all’Irlanda nel 1996, e a Tokyo nel 1997, esibendosi per l’Antico Circo di Mosca. Sul palco Char canta e suona la fisarmonica, la chitarra o il dobro, insieme alla tromba o al Gaida, oltre alla cornamusa. Ha studiato la tromba con Paul Yutaka Tobe della Japan Philharmonic, e Zahir Ramadanov dell’ Ansambl Teodosievski.
Il fratello più giovane Robby Rothschild ha studiato molte forme di musica, con insegnanti provenienti da tutto il mondo. Ha suonato con Thomas Mapfumo, con il principe Diabate della Guinea, con Ottmar Liebert, e ha conseguito un Master in Composizione presso l’Università del New Mexico. Sul palco canta e suona le percussioni, il djembe dell’Africa occidentale ed il cajon peruviano. Suona anche l’arpa dell’Africa occidentale (meglio conosciuta come la kora), ed il bouzouki irlandese.
Round Mountain è il nome di una vetta posta all’apice della Valle del Pecos, sulle cui pendici erbose i fratelli giocavano da bambini. La montagna è un luogo delicato di riposo, alle soglie della regione dei monti di Truchas. Round Mountain, il gruppo, è una vivace miscela di cerimonia e irriverenza, di esuberanza e riflessione. In un momento storico in cui la maggior parte della musica è diventata così brillantemente lucida da impedire a chiunque di sbirciare all’interno di essa, i Round Mountain sono un raro autentico gioiello della musica, in grado di illuminarla dal profondo…”

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2 Commenti
  1. Sono molto contento che i Gang abbiano inserito nel loro album di ritorno un passaggio della nostra collaborazione sul teatro canzone.
    Perché fausto e Iaio era nel 2003 il titolo di uno spettacolo scritto da me, Stefano paiusco e Raja Marazzini con le musiche dei Gang andato in scena in prima nazionale in via Mancinelli, a Milano, il 18 marzo 2003. Solo che pochi giorni prima i fascisti avevano ancora colpito e ucciso Dax sempre a Milano. Quindi quella prima che doveva essere un ricordo, si è trasformata in una manifestazione antifascista arrabbiata, con le madri di Fausto e di Dax che cercavano di calmare gli animi.
    Anni dopo, nel 2008, abbiamo intrapreso il lungo cammino de “Il paese della vergogna”, centinaia di repliche arrivate fino ad oggi. In quello spettacolo Marino e Sandro decisero di inserire una versione acustica di perché Fausto e Iaio. Oggi il loro percorso li porta a proseguire con un brano elettrico nella migliore tradizione Gang.
    Un abbraccio a tutti.
    Daniele Biacchessi

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  2. “Perché Fausto e Iaio” in versione acustica (nel cd “il paese della vergogna” – Gang – Daniele Biacchessi) è emozionante, fa tremare i polsi, sia per la narrazione, sia per la musica che tale narrazione incornicia! Incredibile come una canzone possa veicolare messaggi e far conoscere alla gente eventi (a volte terribili, come in questo caso) e persone, che altrimenti rimarrebbero lontani dalla memoria collettiva! Attendiamo tutti con grande impazienza la versione elettrica in “sangue e cenere”, perché Fausto e Iaio (e con loro tanti altri che hanno subito analoga terribile sorte) siano sempre vivi nella nostra memoria

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